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18 Maggio Mag 2016 2211 18 maggio 2016

Lino Toffolo:''mi go da 'ndar''

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Da oggi Lino Toffolo non ci farà più ridere, non ci ispirerà più tenerezza ,non ci darà più i suoi semplici ma profondi consigli . Si perchè è morto oggi 18 maggio 2016 a Murano dove era nato 82 anni fa nel 1934. Ci resta però molto di questo straordinario attore, cantautore e cabarettista italiano che fece il suo esordio nel 1963 nel noto locale milanese Derby accanto ad altri personaggi che, come lui, iniziarono proprio lì la scalata verso la notorietà, quali Enzo Jannacci, Bruno Lauzi, Franco Nebbia ed in seguito Cochi e Renato, Felice Andreasi ed altri.

Prima di tutto ci restano molti film di successo con le sue caratteristiche partecipazioni come Brancaleone alle crociate, 1970 di Monicelli;Quando le donne avevano la coda, 1970 di Festa Campanile; Il merlo maschio, 1971; Beati i ricchi, 1972; L'emigrante, 1973; Peccato veniale, 1974; ; Yuppi du, 1975; Sturmtruppen, 1976; Culastrisce nobile veneziano, 1976; Telefoni bianchi, 1976 ,ecc... Si potranno sempre riascoltare le sue straordinarie canzonette partendo dal 1963 quando debuttò anche sul mercato discografico, avendo ottenuto un contratto con la Fonit-Cetra, con il 45 giri 'Na brombola impissada/No la vogio no e seguito dopo poco tempo da L'imbriago/Vin nero.Nel 1966 pubblica il suo primo album ' Lino Toffolo'; tra le canzoni ivi contenute è da citare Gastu mai pensà, struggente canzone d'amore, che colpisce molto Enzo Jannacci, il quale la traduce in italiano e due anni dopo, con il titolo Hai pensato mai, la include nel suo album Vengo anch'io. No, tu no. Passa poi alla RCA Italiana ed incide il suo disco di maggior successo, Oh Nina (vien giù da basso che te vogio ben), con cui partecipa anche al Cantagiro 1969.Un altro suo successo, l'anno seguente, è Ah, lavorare è bello, che viene presentata da Toffolo in varie occasioni durante la trasmissione televisiva È domenica, ma senza impegno, portando con sé (in base al testo del brano) una carriola ed un martello; la canzone affronta, con taglio ironico, il tema della durezza del lavoro manuale; verrà reincisa dal cantautore nel 1980 in una nuova versione. Nel 1971 la sua canzone Bel oselino è inserita nella colonna sonora del film La Betìa ovvero in amore, per ogni gaudenza, ci vuole sofferenza, di Gianfranco De Bosio.Nell'autunno 1976 Toffolo ottiene un grande successo con Johnny Bassotto, canzone per bambini scritta da Bruno Lauzi e Pippo Caruso. Il brano è la sigla del programma domenicale abbinato alla Lotteria Italia .Nel 1984 incide una reinterpretazione in italiano di Zuppa romana dei Schrott nach 8, intitolandola Pasta e fagioli, ottenendo un nuovo discreto successo. Dopo un periodo di assenza dalla musica, torna ad incidere nel 1999: l'album Acqua alta, arrangiato dal Maestro Alberto Baldan Bembo, racchiude alcuni inediti e nuove versioni dei suoi successi, come Gastu mai pensà e I chierichetti.

Spesso per fare un'estrema sintesi di un intensa attività lavorativa di Lino Toffolo si è detto che nella sua lunga carriera interpretò molto spesso il caratteristico personaggio dell'ubriaco veneziano, proponendo anche alcune canzoni di sua composizione quasi tutte scritte sempre in dialetto. No , non è corretto esprimere così in modo approssimativo la lunga attività artistica di un uomo che ha fatto con successo teatro,cinema, cabaret, televisione ,canzoni d'autore e negli ultimi anni della sua vita (primi mesi del 2006 )ha presentato il suo film 'Nuvole di vetro', da lui scritto, diretto ed interpretato, i cui dialoghi sono interamente in lingua veneta.

Ha così forse voluto gridare al mondo il suo talento.