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8 Giugno Giu 2016 1840 08 giugno 2016

Chi si risente! Leonardo da Vinci

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Leonardo da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) è stato un pittore, ingegnere, scienziato italiano considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.Morì il 2 maggio ad Amboise ma i Registri del Capitolo reale di Saint-Florentin, in Hardouin, ricordano che solo il12 agosto «fu inumato nel chiostro di questa chiesa [Saint-Florentin ad Amboise] M. Lionard de Vincy, nobile milanese e primo pittore e ingegnere e architetto del Re, meschanischien di Stato e già direttore di pittura del duca di Milano». Cinquant'anni dopo, violata la tomba, le sue spoglie andarono disperse nei disordini delle lotte religiose tra cattolici e ugonotti.Le fattezze di Leonardo si conoscono da un presunto ''Autoritratto senile'', databile al 1515 circa e conservato nella Biblioteca Reale di Torino mentre sui tratti somatici di Leonardo in età giovane o matura restano alcune ipotesi di identificazione in opere sue o di altri artisti, come nel giovane in piedi all'estrema destra dell'Adorazione dei Magi, nel David di Verrocchio o nella figura di Platone nella Scuola di Atene di Raffaello.

Tante sono così le circostanze che hanno reso e rendono Leonardo da Vinci un personaggio avvolto da un alone di mistero, sia per la sua singolare personalità, sia per l'incredibile poliedricità dei suoi interessi, che suscitano ancora oggi curiosità come per esempio la scrittura criptica da destra a sinistra e l'abitudine, per divertimento, di inventare frasi in codice, anagrammi e rebus.Questi ed altri elementi hanno costituito un immenso serbatoio da cui attingere per rileggere la sua vicenda umana, oltre che artistica e intellettuale, secondo nuove interpretazioni.

Per esempio è notizia recente degli studi condotti dalla ricercatrice italiana Carla Glori che ha dichiarato di avere scoperto, dopo oltre 500 anni il profilo di Leonardo da Vinci celato nel Codice Atlantico, mimetizzato nel foglio numero 399, dove è disegnato il volto di una nobildonna milanese. ”Il maestro -dice – ha nascosto il proprio profilo rovesciato per così dire ”sotto l’ascella” della fanciulla che vi è ritratta di profilo”.Vorrei anche ricordare tutte le ricerche condotte a Firenze per ritrovare i resti mortali di colei che dovrebbe essere stata la modella utilizzata dal maestro per dipingere '' La Gioconda'' (Il 12 maggio 2011 cominciò un'operazione di ricerca della salma di Lisa Gherardini presso alcune tombe situati sotto il convento di Sant'Orsola, allo scopo di comparare i resti del volto di Monna Lisa con l'immagine della Gioconda. Tre resti mortali ritrovati sono stati ritenuti compatibili con le caratteristiche della Monna Lisa), oppure la recentissima attribuzione ad Antonio del Pollaiolo della celebre Annunciazione custodita alla Galleria degli Uffizi e da tutti considerata opera di Leonardo da Vinci . A contestare la paternità del dipinto quattrocentesco è lo studioso fiorentino Massimo Giontella nel suo saggio 'Antonio del Pollaiolo. Il maestro dei maestri', con l'introduzione dello storico dell'Università di Firenze, Riccardo Fubini ed edito da Polistampa.

Questo cambio di attribuzioe non è stato apprezzato dal Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt che così dice in un comunicato stampa del 7 giugno 2016:

“Quelle teorie sull’Annunciazione non hanno fondamento”

In relazione alla presunta attribuzione dell’Annunciazione di Leonardo da Vinci a Antonio del Pollaiolo, avanzata da uno studioso fiorentino, il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt così commenta: “Abbiamo letto la notizia con poco interesse poiché conosciamo da anni questa teoria di diversa attribuzione del capolavoro esposto in Galleria. Si tratta di una proposta che non ha mai trovato seguito nel mondo scientifico”.Da parte sua Daniela Parenti, curatrice del Dipartimento dell’arte del Medioevo e del primo Rinascimento della Galleria degli Uffizi, aggiunge: “La proposta di riferire l’Annunciazione proveniente dal monastero fiorentino di Monteoliveto a Antonio del Pollaiolo è solo l’ultimo tentativo di riscrivere la storia dell’arte rinascimentale da parte dell’autore Massimo Giontella, che in precedenti interventi aveva proposto di riferire allo stesso Pollaiolo anche alcune notissime opere di Piero della Francesca, fra cui il dittico con il Ritratto dei Duchi di Urbino sempre agli Uffizi. Pur nel pieno rispetto della libertà di pensiero e di espressione, e non certo per il timore di vedere sminuito il valore del patrimonio del museo, riteniamo doveroso esprimere il disaccordo della Direzione della Galleria rispetto a queste asserzioni”.