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3 Dicembre Dic 2016 1708 03 dicembre 2016

‘’ SULLY ‘’ : un eroe all'epoca del trumpismo

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Cominciamo la recensione con un’annotazione tecnologica molto importante : il film Sully, diretto da Clint Eastwood, è stato il primo film ad essere girato interamente in IMAX digitale quindi, se visto in una sala cinematografica attrezzata per le proiezioni Imax, sarà possibile vedere immagini e video con una grandezza e una risoluzione molto superiore rispetto ai sistemi di proiezione convenzionali.

Il film si basa su un reale incidente, fortunatamente senza vittime, avvenuto nel 2009 ad un aereo da poco decollato dall’aeroporto LaGuardia di New York colpito da uno stormo di uccelli. Il pericoloso impatto mise fuori uso ambedue i motori del velivolo mettendo in pochi secondi il capitano Chesley “Sully” Sullenberger, anziano ed esperto pilota, nella drammatica emergenza di decidere ed eseguire la migliore manovra per salvare i 155 passeggeri. Sully ( sulla scena Tom Hanks) riuscì a salvare tutti con un provvidenziale ammaraggio sull’Hudson, il fiume che costeggia l’isola di Manhattan. Fedelissima alla realtà la manovra descritta nella precisa sceneggiatura di Todd Komarnicki che si è avvalso della straordinaria fotografia di Tom Stern, ma la vera storia del film non è tanto questa ricostruzione tecnologicamente bene eseguita dell’ennesimo incidente aereo, quanto la perfida e sottile condotta indagatrice perpetrata dalle autorità del controllo aereo statunitensi nei confronti del comandante accusato di non avere scelto la manovra più idonea a salvaguardare l’incolumità delle persone a bordo.

Qui si evidenzia la maestria di Clint Eastwood nel fare emergere tutte le contraddizioni di un apparato statale eccessivamente rigido e la validità morale e professionale di coloro che in 24 minuti riuscirono a portare in salvo 155 persone cadute in inverno nelle gelide acque del fiume Hudson. Un film dove emerge, come al solito, l’interpretazione eccezionale di Tom Hanks che è stato capace di esprimere con forza e determinazione la ‘’tranquilla’’ forza morale di questo comandante che ha portato a termine con successo in 208 secondi un’ eccezionale e pericolosissima situazione. Convincente la prova del baffuto Aaron Eckhart che interpreta il ruolo del giovane secondo pilota, incantato ed ammirato seguace del proprio comandante, provvisto anche della opportuna semplicità emotiva , Laura Linney è la fedele ed innamorata moglie ma la sceneggiatura svilisce e marginalizza troppo il suo ruolo.

Passando ad altri elementi di riflessione suggeriti dalla visione di questo film c’è da notare alcune scene dove il regista ha inserito possibili collisioni dell’aereo con qualche grattacielo di New York nel caso di un possibile ed alternativo rientro all’areoporto LaGuardia: è evidente l’aggancio con le tragiche vicende dell’11 settembre 2001, come si respira aria diffusa di nuovi orientamenti politici negli States.

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