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4 Febbraio Feb 2017 0652 04 febbraio 2017

Recensione del film ‘Smetto quando voglio- Masterclass’

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Regia: Sydney Sibilia Sceneggiatura: Sydney Sibilia, Francesca Manieri, Luigi Di Capua Attori: Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Marco Bonini, Valeria Solarino, Giampaolo Morelli, Luigi Lo Cascio, Greta Scarano, Rosario Lisma Produzione: Fandango, Groenlandia con Rai Cinema Distribuzione: 01 Distribution Paese: Italia Durata: 118 Min Data Uscita: 02 febbraio 2017 Genere: Commedia Anno: 2017

La sceneggiatura del film mette in evidenza due fenomeni che recentemente stanno creando seri problemi nella nostra società : la carenza di occupazione giovanile, compresa quella di ‘ grossi cervelli’ che talvolta sono costretti ad adattarsi a lavori precari di basso profilo ed il problema del dilagare di nuove droghe dette smart drugs.

Nella prima edizione di Smetto quando voglio un gruppo di ricercatori universitari (il neurobiologo, il chimico, l'economista, l'archeologo, l’antropologo e i latinisti) capeggiati da Pietro Zinni ( Edoardo Leo), per sopravvivere hanno lavorato alla creazione di una straordinaria droga legale diventando poi dei criminali per altri reati dei quali Pietro si è assunta la piena responsabilità finendo così in galera . In Smetto quando voglio 2-Masterclass l'ispettore Paola Coletti( Greta Scarano) chiede al detenuto Zinni di ricostituire la banda per fermare il dilagare delle smart drugs promettendo, per tutti la fedina penale pulita. Per portare a termine questa nuova missione dovranno integrare la banda con altri talenti scappati all’estero per trovare un’occupazione. Alla fine dello straordinario casting è di nuovo operativa la Banda dei ricercatori, che affronterà situazioni rocambolesche per ottenere la patente di ‘’ buoni’’ anche se Pietro non potendo rivelare nulla del suo nuovo incarico alla compagna Giulia (Valeria Solarino), incinta del loro primo figlio, sarà costretto ad inventare bugie sempre più assurde e strampalate.

Alla conferma della solida maschera teatrale di Edoardo Leo si contrappone la leggerezza caratteriale di Greta Scarano nei panni dell’ispettrice Coletti. La regia di Sydney Sibilia trasporta il film dal genere commedia a quello fantasy ma questo non è un difetto bensì un tocco di ‘strabismo’ che da un nuovo effetto fibrillante al lavoro. Stefano Fresi è una presenza ingombrante capace però di aumentare la sapidità del ‘ minestrone’. In arrivo la conclusione della trilogia preannunciata sul finire del film.

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