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11 Marzo Mar 2017 1543 11 marzo 2017

Recensione del film : ''Il diritto di contare ''

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Regia: Theodore Melfi; Titolo originale: figura nascoste; Soggetto: Margot Lee Shetterly (libro); Sceneggiatura: Theodore Melfi, Allison Schroeder; Scenografia: Stephanie Carroll; Fotografia: Mandy Walker; Musiche: Pharrell Williams, Hans Zimmer, Produttore: Peter Chernin, Donna Gigliotti, Theodore Melfi, Jenno Topping, Pharrell Williams, Benjamin Wallfisch; Casa di Produzione: Chernin Spettacolo, Fox 2000 Pictures; Distribuzione (Italia): 20th Century Fox; Paese di Produzione: STATI UNITI D'AMERICA; Anno 2016; Durata 127 '; Genere Biografico, Drammatico;
Interpreti e personaggi: Taraji P. Henson (Katherine Johnson); Octavia Spencer (Dorothy Vaughan), Janelle Monáe (Mary Jackson); Kevin Costner (Al Harrison); Kirsten Dunst: (Vivian Mitchell); Jim Parsons (Paul Stafford); Glen Powell (John Glenn); Mahershala Ali (Jim Johnson); Aldis Hodge (Levi Jackson)

Il titolo originale del film è' Hidden figures' semplicemente perchè il soggetto è stato tratto dal libro ' Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race' di Margot Lee Shetterly , che racconta la storia autentica della matematica, scienziata e fisica afroamericana Katherine Johnson la quale collaborò con la NASA, sfidando razzismo e sessismo e tracciando le traiettorie per il Programma Mercury e la missione Apollo 11.
La scienziata Katherine Johnson, insieme alle sue colleghe Dorothy Vaughan e Mary Jackson, oltre ad una nutrita schiera di matematiche colored, aiutò la NASA nella corsa allo spazio tanto che l'astronauta John Glenn divenne il primo astronauta americano a fare un'orbita completa intorno alla Terra, anche con l'aiuto dei suoi calcoli. Il film ricorda la vicenda ambientata negli anni '60, periodo nel quale' impazzava' sul suolo yankee il razzismo tanto da raggiungere,come fedelmente sottolineato nel film , punti di tragica-comicità nel testimoniare come 'scioccamente' tutti i servizi del personale di colore fossero separati da quelli dei bianchi anche in un centro spaziale dove tutti i membri avevano un livello culturale di prestigio.
Il film può così porre allo spettatore un inquietante dubbio : il razzismo trae le sue origini negli ambienti più degradati per poi contaminare anche quelli di maggior livello od è vero il contrario? Una domanda che merita forse una seconda visione del film alla ricerca di questa possibile chiave di lettura, che viene completamente nascosta nella prima visione, quando lo spettatore è del tutto assorbito semplicemente nel seguire l'affascinante storia di un passato non ancora troppo remoto, che è attualmente la base sulla quale si fonda l'attuale sviluppo della civiltà americana. Tradotto alla lettera ' Hidden Figures' significa ' figure nascoste', un titolo che già pone al centro dell'attenzione la storia di queste matematiche di etnia negroide alle quali, per il solo colore della pelle, era applicata una rigida segregazione , che di fatto le nascondeva il più possibile agli occhi dei propri colleghi . Il titolo italiano '' Diritto di contare '' va oltre : lancia la sfida per passare dalle figure nascoste ad esseri umani con tutti i loro sacrosanti diritti. Quindi diritto di fare i conti.... contando di più! Il film è bello, interessante ed utile in particolare per i più giovani che avranno modo di comprendere meglio l'origine della latente e mai del tutto spenta 'ritrosia' negli States verso i cittadini con la pelle scura. Ottima la fotografia che ha potuto attingere a molto materiale d'archivio della Nasa. Molto esaudiente l'interpretazione che Kevin Kostner ha saputo dare dell'allora capo dei progetti spaziali Al Harrison

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