All review

8 Aprile Apr 2017 1858 08 aprile 2017

Recensione del film '' il permesso-48 ore fuori ''

  • ...

Regia: Claudio Amendola Attori: Claudio Amendola, Luca Argentero, Valentina Bellè, Giacomo Ferrara, Valentina Sperlì, Antonino Iuorio, Ivan Franek, Alessandra Roca, Massimo De Santis, Stefano Rabatti, Andrea Carpenzano, Gerry Mastrodomenico, Alice Pagani Sceneggiatura: Giancarlo De Cataldo Fotografia: Maurizio Calvesi Musiche: Paolo Vivaldi Genere: Noir, Drammatico Produzione:Carnielboniventofilm. Distribuzione: Eagle Pictures Paese: Italia Data uscita: 30 marzo 2017 Durata: 91'

Claudio Amendola da libero sfogo al suo desiderio di portare sullo schermo quella doppia personalità 'liscia e ruvida' che lo rende un attore completo, capace di interpretare il sottile confine che delimita l'umano desiderio di amore e violenza. Ci riesce in questo film usando le buone qualità espressive dell'Amendola attore e quelle tecno-creative del Claudio chiamato alla seconda prova come regista dopo il debutto con La mossa del pinguino. Tre uomini ( Luigi , Donato ed Angelo) ed una donna (Rossana) lasciano il carcere di Civitavecchia con un permesso di 48 ore per tornare alla quotidianità ed agli affetti 'sospesi'. Due torneranno perchè hanno trovato le motivazioni dell'amore che da speranza, due non torneranno sempre a causa dell'amore che talvolta genera disperazione, rabbia e morte. Da questo si capisce che la principale chiave di lettura del film sta nella diversa modalità di vivere l'amore.

Luigi, nella grande interpretazione di Claudio Amendola, è un gangster vecchia maniera che ripone il ' grande amore ' nella famiglia; Donato , interpretato da un Argentero particolarmente ispirato invece, sacrifica la propria vita per ritrovare e liberare la compagna scomparsa; Rossana ( Valentina Billè) ed Angelo( Giacomo Ferrara ) sono due giovani detenuti che casualmente si incontrano e nasce un amore in questo caso con effetti positivi per le loro successive scelte.

Gli eccezionali cammei di Valentina Sperli nei panni di Charlotte, l'aristocratica madre della ribelle Rossana e di Antonio Luorio, il cattivissimo Sasa , che gestisce il' lercio 'mondo della prostituzione e delle scommesse clandestine del pugilato da strada sono la prova del grande lavoro del regista Amendola che è riuscito a dare il giusto tono noir al film con l'aiuto della 'nera' ed intensa fotografia di Maurizio Calvesi. Il risultato è un ottimo prodotto, dove è perfetto l'equilibrio tra il bene ed il male e la violenza proposta è palesemente il condimento necessario per esaltare l'amore. E lo spettatore l'avverte con un piacevole senso di leggerezza e liberazione!

Correlati