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5 Maggio Mag 2017 2347 05 maggio 2017

Recensione del film '' Insospettabili sospetti ''

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Regia: Zach Braff ; Attori : Morgan Freeman, Michael Caine, Alan Arkin, Joey King, Ann-Margret, Christopher Lloyd, Matt Dillon, Maria Dizzia, Peter Serafinowicz, John Ortiz, Kenan Thompson, Josh Pais ; Sceneggiatura: Theodore Melfi ; Fotografia : Rodney Charters ; Musiche : Rob Simonsen; Produzione : Metro-Goldwyn-Mayer, New Line Cinema, Warner Bros.; Distribuzione : Warner Bros.; Data uscita : 04 maggio 2017 ; Genere: Commedia Paese: USA; Durata : 96'

Il film intasca il primo punto a favore nel dimostrare l'universalità delle nostre disavventure . Il pensionato statunitense è alle prese con i medesimi incubi di quello italiano : i soldi di una vita che ora servono alla sopravvivenza sono messi in pericolo dalle avide banche . Ed ecco la pensata di tre vegliardi amiconi che decidono di riprendersi 'il mal tolto' organizzando una bella rapina proprio nella banca incriminata di tanta perfidia da giungere perfino a non erogare più l'assegno mensile delle loro pensioni e chiedendo la messa in mora dell'appartamento di uno dei tre.

Qui il film intasca il secondo punto a favore nel riuscire, con tatto, gusto e dolcezza, a trasmettere al pubblico l'eccezionale valore dell'amicizia che forse nella terza età acquista un maggiore peso specifico . Gli ' insospettabili sospetti ' sono tre amiconi Willie ( Morgan Freeman) , Joe ( Michael Caine) ed Albert ( Alan Arkin) la cui sensibilità e voglia di vivere va di pari passo con la sfrontatezza spericolata derivante dalla vecchiaia che limita le possibili aspettative negative derivanti da un'azione criminosa ma promuove il bisogno di riscatto personale ed economico.

Ed ecco il terzo punto conquistato con l'attenta regia di Zach Braff che ha dimostrato il valore senza tempo di tre grandi interpreti che al di là delle sequenze dinamiche ed efficaci della rapina in banca , hanno valorizzato il ruolo dell'anziano nell'attuale società , dove talvolta è chiamato a proporre con forza la figura di capofamiglia ,supplente di altri ruoli che mancano.

Il film si racconta con il giusto tono e ritmo, di ottimo livello il commento musicale , didattica e niente più la sceneggiatura che modifica solo in parte quella di 'Vivere alla grande ' un film diretto nel 1979 da Martin Brest con George Burns, Art Carney e Lee Strasberg. Da segnalare le ottime performances in ruoli minori di Christopher Lloyd e Matt Dillon.

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