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28 Maggio Mag 2017 1600 28 maggio 2017

Recensione del film '' Fortunata''

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Regia: Sergio Castellitto ; Sceneggiatura: Margaret Mazzantini, Sergio Castellitto ; Fotografia: Gian Filippo Corticelli; Musiche: Arturo Annecchino; Attori: Jasmine Trinca, Stefano Accorsi, Alessandro Borghi, Edoardo Pesce, Hanna Schygulla; Produzione: Indigo Film, HT Film; Distribuzione: Universal Pictures International; Paese: Italia ; Genere: Drammatico; Anno: 2017 ; Durata: 103'

E' di moda il caos, i sentimenti a tinte forti ed il popolo multirazziale. Margaret Mazzantini ha collocato tutto questo nel suo romanzo '' Fortunata'', portato sullo schermo dal consorte Sergio Castellitto. Fortunata ( Jasmine Trinca) è una giovane madre , bella, impulsiva, grande lavoratrice , più cuore che cervello , istintiva quanto basta da amare la figlia del coniuge, da cui è separata, di un amore primitivo, spiazzante ma profondo. Il suo sogno nel cassetto è quello di mettere su un negozio per smetterla, finalmente , di girare ogni giorno la città come parrucchiera a domicilio.

Sergio Castellitto è ormai alla sua sesta prova di regia ed è riuscito con il suo film a dare corpo a molti incubi degli italiani, già così bene narrati nel romanzo della moglie. Il problema del lavoro, la conquista di una stabilità conseguita con i soldi che si chiedono in prestito in banca o a strozzini , il problema ormai diffuso del rapporto conflittuale con un coniuge, dal quale si vuole divorziare, che può usare la figlia come arma letale di ricatto affettivo, la vita in quartieri periferici zeppi di realtà multirazziali, il difficile rapporto con figure istituzionali , come per esempio lo psichiatra ( Stefano Accorsi) che deve seguire, comprendere e mitigare l'aggressività di Barbara,la figlia di Fortunata.Nel film anche figure minori , come la madre (Hanna Schygulla) dell'amico del cuore ( Alessandro Borghi) affetta da Alzheimer contribuiscono egregiamente a mantenere elevata l'instabilità umorale dell'opera, che fa crescere nello spettatore la consapevolezza che la diversità è il catalizzatore della felicità.

Infine pochi fotogrammi di pellicola sono più chiari di tante pagine di scritti o lunghi dialoghi dei personaggi nel film di Castellitto : due inquadrature di pochi secondi nelle quali si rappresentano mussulmani in preghiera ed una grande schiera di giovani cinesi in un piazzale mentre svolgono a tempo di musica esercizi ginnici. Un plauso va riservato a Jasmine Trinca che ha dato uno spessore emotivo di grande effetto a Fortunata; di grande naturalezza e spontaneità l'interpretazione della figlia Barbara; convincente ma non entusiasmante la performance di Stefano Accorsi che pone il proprio personaggio forse troppo distante dal mondo dei '' brutti, sporchi e cattivi ''.

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