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27 Luglio Lug 2017 1627 27 luglio 2017

Dai telefonini ai microchips sottocutanei

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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:

''L'impianto dei microchips negli esseri umani è un metodo utilizzato per inserire nel corpo umano un dispositivo di identificazione a radiofrequenza a circuiti integrati o transponder RFID incapsulati in un involucro di vetro. L'impianto sottocutaneo contiene, di solito, un numero identificativo unico che può essere collegato a informazioni contenute su un database esterno, contenente, ad esempio, dati identificativi personali, dati anamnestici e sanitari, cure mediche, allergie, e informazioni di contatto.''

Di Amal Graafstra - http://flickr.com/photos/28129213@N00/7267161/in/set-181299/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=287324

Come succede per tutte le novità ( in particolare del settore tecnologico) possono nascere molte perplessità nel loro utilizzo diffuso tanto da alimentare dapprima leggende metropolitane che quasi sempre sono il preludio a vere e proprie teorie del complotto . Già 5 anni fa leggendo il 12/10/2012 un articolo comparso sull'edizione online del The Wall Street Journal dal titolo '' Texas Court Rules on Tracking High School Students ''
A federal judge in Texas next week will consider whether a San Antonio high school can force a student to take part in a program that equips students with microchips to track their attendance. Nathan Koppel reports on Digits.
si proponeva questa supposta pericolosità dei microchips connessa alla possibilità della definitiva perdità da parte del cittadino di ogni possibile forma di privacy in cambio di qualche ulteriore semplificazione della nostra vita quotidiana.

Dopo 5 anni, leggendo stamani la notizia comparsa su molti quotidiani nei quali veniva riportata l'iniziativa della ditta statunitense Three Square Company del Wisconsin mirante ad installare microchips sottocutanei ai propri dipendenti consenzienti, per timbrare il cartellino o pagare il caffe' al bar aziendale, non sono rimasto particolarmente sorpreso.
Semplicemente perchè la nostra poca e residua privacy è terminata già da molti anni con l'utilizzo diffuso del '' telefonino '' che nella versione più recente ( smartphone ) è un vero ''cavallo di troia '' nelle nostre tasche capace di fornire a chicchessia informazioni di qualunque genere su di noi.

I più sarcastici potrebbero così commentare '' Con il microchips sottocutaneo per lo meno non avremo più tra qualche tempo la preoccupazione di perdere o dimenticare lo smartphone!''
Mentre i più realisti potrebbero aggiungere ­: '' per fare la lotta a favore della privacy bisognerebbe partire da molto più lontano... ''

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