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19 Agosto Ago 2017 2302 19 agosto 2017

''Tartufo ovvero l’Impostore di Molière ''

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il 20 agosto al Festival della Versiliana in Prima Nazionale con Andrea Buscemi

Dopo L’Avaro e Il Malato Immaginario rappresentati con grande successo in tutta Italia, la Fondazione Sipario Toscana Onlus/La Città del Teatro, in collaborazione con la Versiliana Festival di Marina di Pietrasanta ( direzione artistica Massimiliano Simoni) , continua il Progetto Molière con la messinscena di TARTUFO, uno dei capolavori del grande drammaturgo francese che vedrà protagonisti al fianco di Andrea Buscemi, Livia Castellana, Martina Benedetti, Francesco Tammacco, Pantaleo Annese, Claudia Castriotta. ( biglietti da 10 a 25 euro. Info 0584 265757 www.versilianafestival.it)

Chi è Tartufo? Un parassita, uno sfruttatore, un ipocrita, falso come Giuda, bigotto, baciapile, odioso… Ha un losco passato (lo scopriremo al termine della commedia) che mantiene, però, ben nascosto a tutti sotto il manto del cristiano-cattolico devoto ad oltranza agli insegnamenti di santa madre Chiesa. Il falsone si è introdotto a casa del ricco Orgone dove la fa da padrone, amatissimo da lui e dalla madre di lui, la signora Pernelle, acida e bacchettona, e invece inviso, temuto, disprezzato dal resto della numerosa famiglia. La quale famiglia è composta da una moglie di nome Elmira, la figlia di lui Marianna, una servetta simpatica, intelligente e impertinente, Dorina, e infine la vecchia suocera, la signora Pernelle. A questi si aggiunge Valerio, un onesto ragazzo fidanzato di Marianna.
La storia è fatta di poco: Orgone si lascia a tal punto abbindolare dal falsone Tartufo da volergli dare in sposa la figlia Marianna (già promessa in precedenza a un altro) e da decidere di nominarlo erede di ogni sua sostanza… Ma di poca storia Molière sa farne un capolavoro. Uno dei grandi capolavori del teatro “leggero” europeo: “leggero”, non comico, perché di comico c’è ben poco in Tartufo: è un'opera di accusa verso la nobiltà francese. Tartufo rappresenta l'ipocrita che vive sotto la devozione religiosa e affettiva ma che in realtà vuole solo trarre vantaggio dalla fiducia concessagli, per poi tradirla. Non a caso Molière durante una rappresentazione della commedia davanti al re affermò che "la commedia deve correggere gli uomini divertendoli”.

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