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14 Ottobre Ott 2017 0929 14 ottobre 2017

Recensione del film '' Nove lune e mezza''

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Regia: Michela Andreozzi Sceneggiatura: Michela Andreozzi, Fabio Morici Fotografia: Giovanni Canevari Attori: Claudia Gerini, Giorgio Pasotti, Lillo, Michela Andreozzi, Alessandro Tiberi, Claudia Potenza, Massimiliano Vado, Nunzia Schiano, Stefano Fresi, Nello Mascia, Paola Tiziana Cruciani Paese: Italia Genere: Commedia Data uscita: 12 ottobre 2017 Durata: 90 ' Produzione: Prodotto da Isabella Cocuzza e Arturo Paglia con Vision Distribution Distribuzione: Vision Distribution

Gli interpreti principali sono due sorelle :Livia (Claudia Gerini), violoncellista sprovvista d'istinto materno e di figli e Tina (Michela Andreozzi) vigile urbano nelle stesse condizioni ma con smisurato desiderio di maternità. I rispettivi compagni sono Fabio (Giorgio Pasotti), un osteopata gentile e riservato e Gianni (Lillo), vigile urbano grossolano ed ingombrante.
Livia con l'aiuto dell'amico ginecologo ( Stefano Fresi) regolarmente coniugato con il compagno ( Massimiliano Vado) e con prole decide di portare avanti una gravidanza per la sorella che non può avere bambini. Per Nove lune e mezza Livia dovrà fare di tutto per nascondere il pancione , mentre Tina dovrà fingere tutto il contrario innescando situazioni imprevedibili con risvolti comici che coinvolgeranno tutto il parentado ricco anch'esso di problematiche esistenziali.

Il debutto di Michela Andreozzi alla regia ha prima di tutto il merito di avere proposto il tema della cura di un minore con una visione a 360° sottolineando che la maternità non è una pratica esclusiva delle donne. Ma non solo : la tolleranza è il faro che conduce ciascuno di noi a superare luoghi comuni acquisiti nel tempo che attualmente possono portare a chiusure aprioristiche verso soluzioni destinate sempre e solo al bene dei bambini. Questo è il filo magico che si snoda con leggerezza e tenerezza per tutti i 90 minuti rendendo piacevole e coinvolgente per lo spettatore l'acquisizione di una consapevolezza tematica che talvolta è confusa come degrado dei costumi della nostra società. Ottima la fotografia, le musiche e la scelta di un gruppo di attori che hanno assicurato continuità emotiva ed il giusto ritmo alle azioni sceniche.

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