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27 Novembre Nov 2017 1125 27 novembre 2017

Il Nabucco livornese: la quadratura del cerchio

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Il Nabucco, tanto atteso in città, ha inaugurato la prestigiosa stagione lirica del teatro Goldoni di Livorno, un teatro di tradizione che ha abituato gli appassionati del settore a coltivare la propria passione con nuovi allestimenti che ogni volta contengono novità e curiosità allettanti. Così è stato anche quest'anno con un nuovo Nabucco robusto e coraggioso, riuscendo a mediare in modo virtuoso le' necessità di cassa ' con la voglia di esprimere al meglio tutte le potenzialità della complessa opera verdiana.

Il Maggio Musicale Fiorentino ha fornito gratuitamente i costumi di scena, la cooperativa torinese Tamagno ha realizzato delle scene ' sottili ed efficaci', una sorta di monouso teatrale, ed il cast di cantanti ha fatto ricorso a giovani talenti locali formati nella stupenda fucina canora del teatro Goldoni chiamata Opera Studio : Giuseppe Raimondo-Ismaele; Federico Bulletti-Abdallo; Alessandro Ceccarini-il gran sacerdote di Belo. Ma...i livornesi non si fanno mancare nulla e così hanno inserito in alcuni ruoli chiave il meglio dei professionisti rampanti nel panorama internazionale della lirica, una sorta di tocco geniale di un cuoco ' stellato' che aggiunge peperoncino ad una propria pietanza : è il caso della soprano greca Dimitra Theodossiou nei panni di una furente e vigorosa Abigaille , la vera protagonista degna erede della mitica Maria Callas, insignita di prestigiosi riconoscimenti, la quale nei prossimi giorni riceverà a New York un premio intitolato alla grande collega greca. La sua performance canora ha confermato il timbro vocale potente, agile e flessibile con il quale ha affrontato tutte le difficoltà tecniche dello spartito verdiano esaltando così il carattere iracondo del personaggio. La mezzosoprano Laura Brioli,nel delicato ruolo di Fenena, ha espresso tutta la propria qualità canora con voce morbida e talvolta con toni bruniti ed il personaggio di Nabucco è stato affidato al baritono Mauro Bonfanti già noto in molti teatri nazionali ed internazionali, ma al suo debutto in questo ruolo che ha svolto in maniera adeguata anche se la parte recitata è stata un pò condizionata dall'eccessivo aspetto giovanile che poco giustificava la paternità.

Verdi nel suo prestigioso spartito ha inserito brani importantissimi ed evocativi di slanci libertari, che sono stati proposti al pubblico in maniera impeccabile ed emozionante dal Coro Lirico Livornese diretto dal maestro Flavio Fiorini; la direzione dell'Orchestra Sinfonica Città di Grosseto è stata affidata al maestro Marco Severi, allievo di Riccardo Muti, che ha saputo cogliere tutta l'espressione trionfale del progetto verdiano mirante all'esaltazione della ricerca di libertà di un popolo attraverso un percorso di fede. La regia è stata affidata ad un giovane torinese Matteo Anselmi del quale è apprezzabile la funzionalità minimalista della lettura scenica che talvolta però è stata eccessiva.
Pubblico entusiasta numeroso ed emozionalmente partecipativo che ha apprezzato il grande sforzo complessivo con fragorosi applausi a scena aperta.

foto di scena di Augusto Bizzi Livorno

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