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22 Gennaio Gen 2018 1438 22 gennaio 2018

Recensione della pièce teatrale '' Il Padre '' di Florian Zeller

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Un lavoro teatrale portato in scena al Teatro Verdi di Pisa per la regia di Piero Maccarinelli , scene di Gianluca Amodio,Musiche di Antonio Di Pofi , Costumi di Alessandro Lai e Disegno Luci di Umile Vainieri, per la stupenda interpretazione di Alessandro Haber , Lucrezia Lante Della Rovere e con David Sebasti, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo , Riccardo Floris.

Una trama semplice che racconta in un'ora e quaranta minuti di spettacolo il dramma di Andrea ( Haber) il padre di Anna ( Della Rovere) affetto da Alzheimer, che perde progressivamente la memoria passando da un'iniziale e spaventata consapevolezza alla totale regressione dei comportamenti. Come nella realtà succede, il familiare affettivamente più vicino , in questo caso la figlia Anna, piomba in una profonda costernazione, ma Zeller ha saputo proporre la vicenda con una genialità felicemente supportata dalle qualità istrioniche del grande Haber e dalla sensibilità ed elasticità interpretativa di Lucrezia Lante della Rovere sapientemente gestite dal regista Piero Maccarinelli.

Lo spettatore in sala ha modo di apprezzare il primo colpo di genio che consiste nel far provare direttamente al pubblico l'incertezza che il cervello prova quando varie situazioni spazio-temporali, diversi volti genericamente familiari o luoghi come la propria casa, sembrano non avere più nella propria testa l'ordinata sequenziazione di sempre. Questa è la sgradevole e drammatica sensazione che prova il malato di Alzheimer e che Florian Zeller è riuscito a trasmettere, complice prima di tutto la spontanea drammaticità fisica ed orale di Alessandro Haber. Il grande attore è riuscito a diffondere in teatro una intrinseca e drammatica poeticità che ridona, in questa situazione, quel tanto di coinvolgente umanità dilaniata nel progressivo percorso degenerativo-mentale imposto dalla patologia.

Anche le luci, che all'improvviso si abbuiano, scandiscono molto bene vari percorsi logici che si spengono, mentre pochi ed efficaci accordi sonori sottolineano il precipizio mentale che sta 'ingoiando' la memoria.
Lo spettatore ha modo di confrontarsi , aiutato da Andrea ed Anna in un percorso psico-drammatico e con la magia del teatro, con un doppio ruolo: quello di malato e quello di familiare del malato. Tranquilli però, perchè il risultato è eccezionale : drammatico e divertente, consolatorio ed avvincente. Ed il pubblico con fragorosi applausi lo ha sottolineato.

Teatro Verdi di Pisa domenica 21/01/2018 ore 17

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