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3 Marzo Mar 2018 0932 03 marzo 2018

Recensione del film '' Puoi baciare lo sposo''

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''E' facile fare il gay con il c..o degli altri '' ... una frase forte raccolta in qualche posto frequentato da molti giovani ma ideale per entrare subito e direttamente nella chiave di lettura di questo film dove Alessandro Genovesi ha voluto, con chiarezza e profondità, parlare della difficile situazione in cui può trovarsi una coppia omosessuale che vuole vivere alla luce del sole la propria situazione affettiva. Matrimonio compreso. A discorsi tutti ci professiamo paladini del progresso, ma, quando siamo chiamati a vivere in prima persona certe situazioni, molte certezze lasciano il campo a dubbi e perplessità che contraddicono così verità profonde che sembravano definitivamente acquisite.

Nella commedia di Genovesi, Antonio ( Cristiano Caccamo) e Paolo ( Salvatore Esposito), due giovani aspiranti attori si amano e convivono felicemente a Berlino. Quando decidono di sposarsi iniziano i dubbi pensando di dovere coinvolgere le rispettive famiglie che non sembrano per il momento perfettamente coscienti delle preferenze affettive dei propri figli. Decidono così di partire per l'Italia per portare '' la lieta novella ( sic!)'' accompagnati da due stravaganti personaggi , Benedetta ( Diana Del Bufalo) coinquilina dello stesso appartamento berlinese e Donato (Dino Abbrescia) un maturo signore con il vizietto del travestimento con abiti femminili e psicologimente instabile. Il film si svolge quasi del tutto nel suggestivo paesino Civita di Bagnoregio, dove il sindaco progressista Pietro ( Diego Abatantuono) è il papà di Antonio e Anna ( Monica Guerritore) è l'autoritaria madre. Qui la sceneggiatura da la prima ' zampata' che capovolge le aspettative del pubblico : la madre è la prima ad accettare la situazione dei giovani innamorati mentre il padre, progressista convinto, si rifiuta di celebrare le nozze del proprio figlio.

Il film propone così con ruvida semplicità il tema che vuole affrontare, far conoscere e possibilmente dipanare . Riuscendoci completamente . Dice Giorgio Gaber in una sua celebre canzone : '' Un'idea, un concetto, un'idea finché resta un'idea è soltanto un'astrazione, se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione '' ma dal dire al fare c'è di mezzo il mare ...! sembra affermare tutto il resto del testo.
Il film, che ha prima di tutto il merito di portare sullo schermo il tema delle unioni civili, ha un ritmo narrativo adeguato eccetto che nella parte finale dove sono inserite , di punto in bianco, delle sequenze tipo musical americano , che 'strapazzano' eccessivamente l'assorbimento logico dei precedenti contenuti.

Alessandro Genovesi nella sua sceneggiatura sembra rivolgersi prima di tutto alla generazione dei genitori per aiutarli a 'digerire' certe verità acquisite nel passato più o meno remoto e mai realmente rimosse . Va inoltre sottolineata l'attenzione che il regista ha rivolto al mondo della chiesa che deve alla bravura di Antonio Catania, nel magnifico ruolo di un semplice e profondo frate, una lieve e stupenda rappresentazione della tolleranza acquisita sotto la guida di Papa Francesco
Ottima la fotografia sia nei campi stretti che nei larghi, di elevata qualità lo staff degli attori tra i quali brilla in particolare Dino Abbrescia che riesce con grande naturalezza a materializzare tutta l'enorme instabilità emozionale del proprio personaggio.

REGIA: Alessandro Genovesi; ATTORI: Diego Abatantuono, Monica Guerritore, Salvatore Esposito, Beatrice Arnera, Dino Abbrescia, Diana Del Bufalo, Cristiano Caccamo, Antonio Catania, Rosaria D'Urso, Enzo Miccio ; SCENEGGIATURA: Giovanni Bognetti, Alessandro Genovesi ; FOTOGRAFIA: Federico Masiero; PRODUZIONE: Colorado Film ; DISTRIBUZIONE: Medusa Film; GENERE: Commedia ; PAESE: Italia ; DURATA: 90' ; DATA USCITA: 01 marzo 2018

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