Alter Ego

10 Settembre Set 2012 1753 10 settembre 2012

Addio lampadina a bulbo, mi mancherai

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Addio vecchie amate lampadine a bulbo. Inventate da Thomas Edison hanno rischiarato le nostre notti, illuminato le sudate carte e i libri cartacei (qualcuno se li ricorda ancora, bytheway?), proiettato divertenti ombre cinesi sui muri, fatto sbocciare amori fragili e amicizie di una vita.

Quando leggevo il glorioso Topolino ad Archimede Pitagorico e Topolino spuntava sempre, sul finire della storia, una lampadina a bulbo sulla testa, l'aureola della creatività.

Eureka strillavano, e sopra di loro, in sospensione, campeggiava una bella lampadina accesa. Quanti sogni su quei fumetti...

Quando nel 1992 il mio fidanzato come regalo di fidanzamento mi fece consegnare un computer IBM: ricordo ancora le strambe iconcine di Windows, e tra le iconcine c'era anche lei, la lampadina old style, che ormai e' da soffitta (come il mio computer IBM costoso, enorme e lentissimo, color grigio topo, cui pure sono affezionata per ovvi motivi).

Avrei conosciuto Internet pochi mesi dopo, il World Wide Web, tramite Mosaic. Allora quando cercavi con Netscape navigator la parola "anthropology" comparivano poche decine di risorse, per lo piu' esotiche o off topic, oggi siamo a circa 70 milioni di risultati (ho googlizzato or ora), domani saranno 80 milioni, ne sono quasi sicura.

Dal primo settembre 2012 dunque le lampadine a bulbo sono fuori legge, e sugli scaffali troviamo solo quelle a risparmio energetico. Che un po' sono tristi, opache e di forma strana, e perciò piacciono tanto a chi vuole la lampadina a vista.

Quando racconto ai miei figli che per milioni d'anni l'uomo si e' illuminato d'immenso solo con la luce delle stelle, della luna e con fuochi di legna aromatica, non mi credono; e a volte non ci credo neppure io, pare impossibile che la luce elettrica non sia disponibile da sempre.

Eppure ci sono ancora tribù che vivono senza luce elettrica, e vincono il buio col fuoco, addormentandosi sotto una coltre di costellazioni.

Negli anni '60 il guru della comunicazione Marshall McLuhan descrisse il Villagio globale, nel 1970 l'antropologo sardo Michelangelo Pira prefigurò un Villaggio elettronico, ma senza elettricità niente Internet, come dire: no lampadina no party, vero?

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