Alter Ego

12 Dicembre Dic 2012 1721 12 dicembre 2012

Il Natale al tempo della crisi

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Risparmio, rinuncia, rinvio.

Sembrano i fioretti di qualche credente in cerca di riscatto agli occhi di Gesu' bambino, invece sono gli atteggiamenti ed i comportamenti degli Italiani, fotografati dal Censis nel 2012.

Risparmio, rinuncia, rinvio. Si risparmia persino sul cibo, cibo su cui gli Italiani sino a 3 anni fa non erano disposti a lesinare, si rinuncia alle spese superflue, non solo ai viaggi, ma anche agli abbonamenti a teatro, libri, agli abbonamenti alla pay tv, si rimandano le spese grandi, dall'apparecchio per i denti della figlioletta alla nuova auto.

Si dice sia la peggior crisi dal secondo dopoguerra ed i negozi vuoti, la gente nervosa, con lo sguardo spento, che si aggira nei centri commerciali con sacchettoni di carta pieni di mercanzie a buon mercato di scarsa qualita', irrimedialmente made in China.

Ormai la Cina non e' vicina, e' dentro di noi.  Il made in Italy sta diventando un sogno per gli Italiani, perche' le cose migliori prodotte in Italia, dal caffe' ai gioielli, dai vini alle scarpe, prendono la via dei paesi emergenti, i Bric eccetera, dove Brasiliani, Indiani, Cinesi ricchi mangiano, vestono, abitano all'italiana. Parlo dei ricchi di laggiu' naturalmente, non dei miliardi di poveri cristi, tra cui quelli che migrano qui per gestire empori lavorando 16 ore al giorno, lavorare nei campi a raccogliere clementine e pomodori pagati in nero, o come badanti di anziani e malati non autosufficienti.

Siamo tutti un po' piu' poveri, non solo materialmente (il Censis racconta che la borghesia si sta vendendo gli ori di famiglia per mantenere lo stile di vita pregresso) ma anche spiritualmente: avete notato l'escalation di villania di certe persone in coda alle casse dei supermercati o alle pompe di benzina? Come tentano di passare avanti, con artifizi vari o con la pura prepotenza? E le furbizie ancora piu' eclatanti dei colleghi furbetti negli uffici? E che dire dei dissapori tra conoscenti, innescati da futili motivi, che scoppiano ogni giorni per colpa del nervosismo e pessimismo cosmico che ormai ci attanaglia?

C'e' in atto una spending review delle buone maniere, dei buoni sentimenti, dell'educazione, del senso civico, che neppure l'atmosfera natalizia sta scalfendo minimamente.

Mancano pochi giorni al Dies natalis: mentre i bambini ancora credono nella magia di questi giorni che dovrebbero sancire, anche laicamente, l'unita' familiare e della nostra nazione, la coesione e la solidarieta' collettiva, la tensione per il bene comune, noi adulti stiamo offrendo il triste spettacolo del declino dell'homo sapiens sapiens, in Parlamento in primis, lasciatemelo scrivere.

Auguri a tutti noi, eh.  Ne abbiamo bisogno.

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