Alter Ego

30 Gennaio Gen 2013 1050 30 gennaio 2013

Negli agriturismi sardi si mangeranno solo prodotti locali: la legge diventa operativa

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Negli anni scorsi c'e' stato un boom degli agriturismi in Sardegna.

Negli agriturismi, si sa, si mangia a prezzi inferiori che nei ristoranti, solitamente vi sono spazi verdi per i bambini e l'atmosfera e' "alla buona".

Molte persone si rivolgono agli agriturismi per mangiare locale, assaggiare prodotti dei produttori del luoto, prodotti di qualita', di nicchia, minoritari, in via di scomparsa... Mangiare in un agriturismo e' anche un modo per salvaguardare i produttori locali e le produzioni di pregio.

Molte strutture agrituristiche poi sono attrezzate con camere per gli ospiti a prezzi competitivi, non mancano attrazioni come animali da fattoria e via discorrendo, e il loro fatturato, nonostante la crisi, e' cresciuto negli anni, ma...

Alcuni agriturismi erano l'appendice delle aziende agricole e pastorali, ma altri erano dei fake, invenzioni della tradizione, finti agriturismi sorti come funghi in zone particolarmente vocate per il turismo estivo, che non offrivano i prodotti delle proprie aziende, ma maialetti olandesi, seadas surgelate e pane polacco.

Famosi certi finti antichi stazzi in Gallura, ma anche gli agriturismi in blocchetti di cemento del sud dell'Isola, dove di locale c'erano solo i muri.

Per carita', non c'e' niente di male a comperare pane semicotto dall'Est Europeo o suini dall'estero, purche' essi non finiscano a tavola dei clienti spacciandoli per "sardi".

Soprattutto se ci si fregia dell'appellativo di agri-turismo, che, lo dice la parola stessa, richiama ad un turismo rurale, sostenibile, ecocompatibile, legato ai sapori agroalimentari locali.



Il fagiolo bianco di Terraseo - un prodotto del patrimonio agroalimentare sardo



In quel caso il cliente viene ingannato due volte: la prima perche' gli si fa credere che siano prodotti sardi, la seconda perche' gli si fa credere che quei sapori siano locali, tradizionali, tipici.

Francamente un pane fresco cotto nel forno a legna e fatto con lievito madre non ha lo stesso sapore di un pane surgelato, un formaggio ovino a latte crudo sardo, da pecore allevate all'aperto non ha il sapore di un formaggio ovino a latte cotto da pecore allevate a mangimi ecc. ecc. Questione di gusto.

Nel 2010 la legge regionale n1 del 19 gennaio stabiliva che negli agriturismi sardi si dovessero servire alla clientela solo prodotti sardi, o della propria azienda agricola o di aziende agricole e dell'artigianato agroalimentare della Sardegna, iscritte all'Albo regionale delle aziende fornitrici.

Sinora era rimasta inoperativa mancando l'Albo, ma ora sono aperte le iscrizioni all'Albo regionale delle aziende fornitrici. Possono richiedere l'iscrizione le imprese agricole, quelle artigianali e quelle industriali, queste ultime limitatamente alle produzioni agroalimentari con certificazione di origine Dop e Igp e vitivinicole Igt, Doc, Docg, con sede operativa nel territorio della regione Sardegna.

Spettera' all'agenzia regionale LAORE occuparsi delle procedure di selezione e valutazione delle candidature.

Come antropologa attenta allo sviluppo rurale e come consumatrice di prodotti di qualita' mi auguro che l'Albo diventi presto operativo in modo che gia' dalla prossima estate gli agriturismi isolani offrano ai loro clienti, ai turisti in primis, prodotti locali, facendo conoscere un patrimonio agroalimentare d'eccellenza che sinora, per vari ordini di motivi, non ha avuto la tutela e valorizzazione che merita, anche dal punto di vista economico, oltre che culturale.

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