Alter Ego

7 Febbraio Feb 2013 1216 07 febbraio 2013

Pastori di Sardegna: quando la Rete serve a fare rete

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Emilio Concas, ideatore di Sardiniafarm.com



E' stato ospite delle trasmissioni di Gianfranco Magalli, e' stato ospite da Maurizio Costanzo.
Ma non e' un divo di casa nostra, bensì un pastore.
Un pastore con un'idea, anzi con piu' di una. Ve ne parlero', ma prima fatemi aprire una parentesi.
Il comparto lattiero-caseario in Sardegna da sempre schiaccia i piccoli pastori, quelli "buttati in campagna" tutto il giorno, con un patrimonio d'centinaio di pecore appena.
Pastori che vivono barcamenandosi, legati a doppio filo al prezzo del latte.
Il latte ovino ormai e' una commodity come il riso o il grano. Il prezzo si fa a livelli alti, altrove, a livello globale.
I piccoli allevatori non sono in grado ovviamente ne' di opporsi ne'di far sentire la propria voce.
Concas e i suoi figli allora hanno scelto una via diversa, la via del web.

Nel 2005 Emilio Concas con l'aiuto dei figli mette su un sito
web "sardiniafarm.com" nel quale propone di adottare a distanza le sue pecorelle.
Un centinaio di candidi batuffoli che vivono nel verde del Sarrabus tutto l'anno.
In cambio dell'adozione manda ai sottoscrittori formaggi e altri prodotti agroalimentari prodotti in loco.
La notizia fa scalpore.
In pochi giorni, nel 2005, quando nascque l'iniziativa, lo chiamarono piu' di 2000 giornalisti.
Lo invitarono Magalli, Costanzo, lo intervistarono molte tv locali e nazionali.
Fioccarono le adozioni da ogni parte d'Italia, persino dalla Germania.
L'iniziativa, allora unica in Sardegna, ebbe una grande risonanza: mostrava la possibile combinazione tra la "tradizione pastorale" e lo sfruttamento elle nuove
tecnologie e dell'e-commerce (allora agli albori in Italia).



Il pastore Emilio Concas alle prese con l'agnello davanti al camino di casa



Ieri con due colleghi del Progetto dell'Università di Cagliari "Le vie del latte. 
Socio-antropologia del comparto lattiero-caseario in Sardegna"
siamo andati a trovarlo. Ci accompagnava un laureando, che studiera' l'azienda di Concas come case study.
Concas ci ha offerto uno dei sui agnelli igp, cotto nel camino di casa in modo impeccabile; e il suo formaggio, prodotto nel moderno caseificio della cooperativa di Nurri di cui è socio.
Con lui abbiamo parlato della crisi, che ha acuito il problema dello smercio del latte ovino e del pecorino romano; abbiamo fatto un bilancio del sito web, che registra ancora
tante visite, anche se la crisi ha diminuito i sottoscrittori.
Tuttavia ha uno zoccolo duro di affezionati; qualcuno, ci racconta Emilio Concas, d'estate viene a Gergei a trovare la "sua" pecora. Rimane incantato dal paesaggio e dagli
occhi chiari di Emilio, dalla sua barba bianca, dal suo modo di vivere la campagna, di conoscere le sue bestie una per una, di ognuna sa il carattere, le caratteristiche fisiche.
Alcune pecore, mi spiega, ad esempio sono poco produttive. Un altro pastore le abbatterebbe. Ma io le tengo - dice- perche' hanno un "buon carattere", sono buone. Servono nel gruppo. Il gregge come gruppo di elementi che si armonizzano tra loro,
che il pastore ha sapientemente selezionato perche' si accordino.
Un modo empirico, tradizionale di considerare il gregge che si va perdendo, certamente, visto che il trend generalizzato in Sardegna e' l'accorpamento dei greggi in 500-1000 capi, con le pecore non piu' chiamate per nome (com'era in uso un tempo) ma
considerate nella loro funzione meramente produttiva e riproduttiva.
Questo pastore, mi ripeto, ha saputo coniugare un modo "tradizionale" di fare il pastore con la comunicazione mediata dal computer.
E' entrato in contatto con centinaia di persone forse anche appassionate di quell'esotico dietro l'angolo che rappresenta, per il senso comune, la Sardegna; ma forse appassionate
soprattutto di quel formaggio ovino che richiama immediatamente, se e' fatto ad arte, il territorio in cui e' stato concepito, le sue erbe, la sua aria.
Farsi arrivare a casa quel formaggio pecorino e' mangiare un pezzo di
territorio, e tenerlo in piedi, economicamente, socialmente e culturalmente.

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