Ambiente: il futuro dentro e fuori di noi

25 Giugno Giu 2015 1538 25 giugno 2015

Cento giorni dopo l'Italia si dimentica di Vanuatu

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A cento giorni dalle devastazioni prodotte dal ciclone Pam è stato convocato dal governo di Vanuatu un forum per fare il punto su quanto è stato fatto per fronteggiare l’emergenza che caratterizza il piccolo stato insulare dell’oceano Pacifico meridionale. Si è trattato di un’occasione che è servita all’esecutivo e al forum ACP-UE per spiegare come ridurre i rischi che derivano dalla vulnerabilità causata dai grandi disastri naturali. Un tema che, curiosamente, in Italia non si affronta mai, se non per qualche ora, all’indomani delle calamità che sempre più di frequente provocano danni alle nostre città, alle nostre infrastrutture e alle nostre imprese.


L’Italia, d’altra parte, è come è noto un Paese con la memoria corta. Anzi, cortissima. Se Expo è stato inaugurato il primo maggio a Milano, molto si deve al contributo decisivo di Vanuatu e delle altre 15 piccole isole del Pacifico che hanno votato a favore della candidatura di Milano nella assemblea del BIE (Bureau International des Espositions) di Parigi il 31 Marzo 2008, approvata con 86 voti favorevoli e 65 contrari.


Con le Piccole Isole del Pacifico, con la partecipazione del Ministero degli Affari Esteri e del Comune di Milano, il Ministero dell'Ambiente italiano ha realizzato fin dal 2007 un programma di cooperazione ambientale, apprezzato pubblicamente in occasione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha facilitato in modo evidente il supporto alla candidatura di Milano da parte di queste nazioni e di molti altri paesi in via di sviluppo. Nel corso della assemblea del BIE di Parigi, i rappresentanti delle Piccole Isole del Pacifico mi avevano personalmente confermato il loro appoggio a Milano.


Voglio ribadirlo: circa quattro mesi fa, Vanuatu è stata devastata dal ciclone Pam. La maggioranza della popolazione è rimasta senza casa. La maggior parte delle scuole sono state distrutte. Secondo la Fao, il ciclone ha colpito più di 82 mila bambini e 6.700 donne in stato di gravidanza. La pesca e l'agricoltura dell'arcipelago sono in ginocchio. Credo che l'Italia debba fare tutto il possibile per aiutare Vanuatu, così come chiesto anche dall'Onu, in un momento così drammatico per la sua popolazione. Purtroppo, a distanza di mesi, il silenzio della cosiddetta classe dirigente del Paese è assordante.