Ambiente: il futuro dentro e fuori di noi

22 Luglio Lug 2015 1140 22 luglio 2015

International Center Food and Environment Security di EXPO 2015

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Salvatore Carruba, rispondendo sul SOLE 24 ORE a un lettore che auspica “Dopo EXPO un ruolo centrale per Milano sui temi alimentari”, ha recentemente osservato – si può convenire con lui – che la cosidetta “Carta di Milano” è uno strumento troppo generico e “con margini di evasività” per essere efficace. Carrubba ha inoltre messo in evidenza il rischio di mettere la Carta“nelle mani di burocrati ottusi, magistrati anti impresa e politici populisti (spesso corrotti)'. Desidero ricordare che il 21 febbraio 2013 avevo sottoscritto a Palazzo Chigi un accordo con EXPO 2015 per la realizzazione a Milano di un Centro permanente sulla sicurezza alimentare ed ambientale, l’International Center Food and Environment Security.
Il Centro avrebbe dovuto, tra l’altro, realizzare e gestire un archivio pubblico internazionale sulle migliori pratiche per l'uso sostenibile ed integrato delle risorse naturali, energetiche ed alimentari.
Nel documento sottoscritto veniva messo in evidenza, tra l’altro, che 'nutrire il pianeta, energia per la vita, attraversa molte tematiche che fanno riferimento alla sicurezza alimentare, alla sicurezza ambientale ed alla sicurezza energetica: 'tre sicurezze', raramente considerate in modo integrato e che invece dorrebbero essere 'pilastri' di riferimento delle strategie per lo sviluppo sostenibile. Il Centro rappresenta l'occasione per progettare e realizzare il primo modello di gestione integrata e sistemica delle informazioni e delle previsioni sulle 'tre sicurezze', ovvero sulle politiche, le migliori tecnologie e buone pratiche necessarie per assicurare sicurezza alimentare, ambientale ed energetica.”
Il progetto era stato condiviso con la FAO e con United Nations Environment Programme - UNEP‎ - ,ed era già stato stanziato il primo finanziamento da parte del Ministero per lo “start up”.
Purtroppo, come per molti altri programmi avviati nel 2012-2013, anche questo è stato messo su un binario morto, senza spiegazioni. Un’occasione persa, credo, per dare a Milano un ruolo centrale internazionale sui temi alimentari.