Ambiente: il futuro dentro e fuori di noi

6 Giugno Giu 2016 1108 06 giugno 2016

Ambiente, Corrado Clini spiega al presidente Mattarella 30 anni di lavoro al ministero

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Gentile Presidente, gentile Presidente emerito,

Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella.

il prossimo 6 giugno saranno celebrati i 30 anni del Ministero dell’Ambiente.

Ho dedicato 25 anni della mia vita al Ministero, come direttore generale e come Ministro.

Eppure non parteciperò. Evidentemente si ritiene che il mio lavoro non sia parte della storia del Ministero.

Per rispetto della verità, per il riconoscimento dovuto ai miei collaboratori di altissima qualità ai quali devo gran parte dei risultati raggiunti, per una instancabile fiducia nella giustizia giusta, sento il dovere di “raccontare” brevemente al Presidente della Repubblica i miei 25 anni al Ministero.

In primo luogo i fatti principali del mio lavoro come direttore generale:

In Italia

Oltre 2000 istruttorie tecniche finalizzate all’introduzione delle tecnologie e di sistemi di gestione innovativi per la riqualificazione del parco termoelettrico e degli impianti industriali del nostro paese secondo gli standard europei.

1700 progetti per lo sviluppo e la sperimentazione di tecnologie e soluzioni innovative nei settori dell’energia, dei trasporti, della gestione sostenibile dei sistemi urbani.

50 progetti per la ricerca e l’alta formazione in campo ambientale, con la creazione di centri di eccellenza europei in Italia.

Il programma per la valutazione dell’impronta ambientale dei processi industriali e dei prodotti, con la partecipazione volontaria di oltre 200 imprese italiane, che ha introdotto nel nostro paese una modalità innovativa di certificazione ambientale a supporto della green economy

252 progetti finanziati dalla Commissione Europea con una performance invidiabile (300 milioni di finanziamenti ricevuti contro un cofinanziamento del Ministero di 3 milioni).

In ambito internazionale

L’organizzazione ed il coordinamento tecnico della prima riunione congiunta dei Ministri dell’Ambiente e dell’Energia della UE sulla politica europea per i cambiamenti climatici (2003).

Il coordinamento del programma Italia-USA per la promozione di iniziative congiunte per la ricerca sui cambiamenti climatici e lo sviluppo di tecnologie a “basso contenuto di carbonio”, con la partecipazione delle istituzioni scientifiche italiane e nordamericane e di imprese di entrambi i paesi ( 2002- 2008).

300 progetti di cooperazione ambientale internazionale, in Algeria, nei Balcani, nel Belize e piccole isole caraibiche, in Brasile, Cina, Cuba, Egitto, Iraq, Marocco, Piccole isole del Pacifico, Tunisia. Un risultato “collaterale” di questi progetti sono stati 15 voti a favore della candidatura di Milano per EXPO, che ho negoziato direttamente a Parigi in occasione dell’assemblea del BEI insieme con il sindaco Letizia Moratti : voti “pesanti” che hanno fatto la differenza.

50 progetti in collaborazione con le Agenzie delle Nazioni Unite, Banca Mondiale, Global Environment Facility, Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, Commissione Europea.

Il progetto, durato dieci anni, in collaborazione con la Venice International University per la formazione allo sviluppo sostenibile di oltre 11000 funzionari cinesi e 1000 dei paesi dell’Europa centro orientale.

Il progetto internazionale avviato nel 2006 in collaborazione con la Kennedy School di Harvard University, che ha consentito di mettere a punto un modello formativo per la creazione di competenze in grado di gestire la complessità e l’integrazione delle diverse discipline per lo sviluppo sostenibile nelle diverse economie del pianeta.

Il progetto ha coinvolto ricercatori e studenti di tutti i continenti, in un esperimento fino ad oggi unico di ricerca e didattica multidisciplinari per lo sviluppo sostenibile.

Il mio lavoro ha avuto riconoscimenti internazionali importanti, significativi anche per il Ministero.

Ho presieduto la Task Force del G8 sulle Energie Rinnovabili (2000-2001), alla quale hanno partecipato anche tutte le grandi economie emergenti anticipando il format del G20.

Sono stato il chairman della Global BioEnergy Partnership del G8/G20 (2006-2014).

Ho presieduto la Commissione per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo, alla quale partecipano tutti i paesi costieri di Europa, Africa e Medio Oriente, e l’ UNEP (2003-2005),

Sono stato il chairman del Board del Regional Environment Center di Budapest, un’organizzazione internazionale partecipata da tutti i paesi europei, dagli USA e dal Giappone (2006-2010).

Ho presieduto il Comitato PanEuropeo Ambiente e Salute, composto da 52 paesi (tra cui USA e Canada) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (2007-2010).

Sono membro del China Council for International Cooperation on Environment and Development, un think thank internazionale di supporto al governo cinese.

Sono stato insignito del prestigioso “International Scientific and Technological Cooperation Award of the People’s Republic of China”

Per quanto riguarda il mio lavoro come Ministro voglio ricordare in particolare

In Italia :

- La Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, per la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio, approvata dal CIPE il 12 dicembre 2012, alla quale dovevano far seguito misure per la limitazione degli usi delle zone ad alta vulnerabilità, la manutenzione straordinaria dei corsi d’acqua, il recupero delle aree “marginali” abbandonate, la manutenzione dei boschi, la protezione delle coste. La strategia dà anche indicazioni per il reperimento delle risorse necessarie (40 miliardi € in 15 anni). Avevo presentato la strategia alla Commissione Europea, che aveva dato una approvazione di principio a considerare gli investimenti per la sicurezza del territorio come misura infrastrutturale della crescita, base necessaria per operare al di fuori dei vincoli del “patto di stabilità”. Non mi risultano sviluppi, se non misure “spot” di rincorsa agli eventi climatici estremi.

- Il piano nazionale per la “decarbonizzazione” e la modernizzazione sostenibile dell’economia italiana, approvato dal CIPE nel marzo 2013, che individua 44 misure e linee di azione in tutti i settori della nostra economia e indica le innovazioni nella fiscalità al fine di promuovere investimenti nella green economy e a favore dell’occupazione giovanile. Non mi pare che il piano abbia avuto seguiti;

- Il protocollo con EXPO Milano, per la creazione dell’International Center Food and Environment Security, una struttura permanente con la partecipazione delle Agenzie delle Nazioni Unite FAO e UNEP che avrebbe dovuto assicurare la “continuità” di EXPO. Il protocollo non ha avuto alcun seguito.

- Il “Patto per Roma”, che ha stabilito gli obiettivi e le misure per liberare Roma dalla schiavitù della discarica e chiudere il ciclo dei rifiuti attraverso il recupero di materia e energia:

quanto costa oggi trasferire i rifiuti di Roma fuori regione o all’estero per le inadempienze accumulate rispetto agli impegni previsti ?

- l’Autorizzazione Integrata Ambientale che ho firmato il 12 ottobre del 2012 per il risanamento dell’ ILVA di Taranto. Nel novembre 2012 l’impresa ha sottoscritto l’impegno a realizzare e completare entro la fine del 2015 – a proprie spese – gli interventi previsti dall’autorizzazione. Perché è stato impedito all’impresa di dare seguito ai suoi impegni ? Oggi l’ILVA sarebbe il più grande cantiere d’Europa per la sostenibilità dell’industria siderurgica, con una forte competitività e credibilità internazionale dell’impresa.

Tutti sappiamo che cosa è avvenuto, e ne vediamo i risultati anche sul PIL dell’Italia.

In ambito internazionale

- il ruolo decisivo dell’Italia per l’accordo finale del Vertice mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Rio de Janeiro del giugno 2012, riconosciuto dal Brasile e dai paesi europei;

- il protocollo di intesa con la più grande Università del Sud America, San Paolo del Brasile, per la creazione di un polo dimostrativo delle tecnologie verdi italiane, che non ha avuto alcun seguito;

- il programma di collaborazione con il Comitato Olimpico Rio 2016 per la valutazione dell’impronta ambientale dell’evento, interrotto nel 2014;

- la realizzazione a Pechino del centro Europa Cina per le energie pulite EC2, a guida italiana e finanziato dalla Commissione Europea : il centro, che doveva svolgere una funzione permanente di raccordo e promozione della cooperazione tecnologica “verde”, è stato chiuso per decisione italiana nel 2015;

- gli accordi sottoscritti con i governi di Brasile, Cina, Iraq, Montenegro, Piccole Isole del Pacifico, Serbia, SudAfrica, Tunisia, per proseguire i programmi di cooperazione ambientale con questi paesi e dare attuazione sia agli impegni assunti a conclusione del Vertice di Rio, sia a quelli previsti nell’ambito del Protocollo di Kyoto, che non hanno avuto seguito.

Questi accordi consolidavano la leadership “di visione e di azione” riconosciuta all’Italia nel trasferimento di conoscenze e tecnologie per lo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo e delle economie emergenti.

Leadership riconosciuta in più occasioni, tra l’altro nell’Assemblea delle Nazioni Unite dai rappresentanti delle Piccole isole del Pacifico, nel G8 dal Ministro dell’Energia USA, nel G20 dalla Cina, dall’UNEP in merito al programma in Iraq e ai progetti realizzati nei paesi dell’Africa del Nord.

Leadership sottolineata il 1 marzo 2013 dal presidente della Banca mondiale a Washington, e infine ricordata lo scorso 20 maggio ad Harvard a conclusione del “Symposium on Sustainable Science”.

Ecco in sintesi i fatti del mio lavoro di 25 anni al Ministero dell’Ambiente.

Vi ringrazio per l’attenzione

Roma, 1 giugno 2016