Ambiente: il futuro dentro e fuori di noi

12 Settembre Set 2016 1542 12 settembre 2016

Una carbon tax per l'economia "verde"

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Sono ormai maturi i tempi per l’adozione di una “carbon tax” globale che sia in grado di facilitare la competizione nei mercati delle tecnologie e dei combustibili a basse emissioni. Sono gli investimenti della finanza verde che fanno riferimento a quattro aree prevalenti: produzione di energia da fonti rinnovabili; efficienza energetica; economia circolare, ovvero riciclo di materia e acqua; trasporti a basse emissioni (veicoli elettrici, a idrogeno, biocombustibili). La finanza verde è in rapida crescita, sia per la pressione degli accordi internazionali sull’ambiente, sia per l’esigenza delle economie emergenti di accedere rapidamente all’elettricità e ridurre il consumo di energia, materia prima e acqua.

Sulla base dei dati 2015 gli investimenti nelle energie rinnovabili e nei trasporti a basse emissioni raggiungono 300 miliardi di dollari circa. La Cina da sola ha investito circa 120 miliardi di dollari, il doppio degli Usa. E sempre la Cina è oggi il più grande mercato al mondo per la mobilità elettrica: solo nei primi sei mesi del 2016 sono stati venduti 170mila nuovi veicoli elettrici, contro i 60mila degli Stati Uniti.

Gli investimenti verdi sono sostenuti da finanziamenti pubblici, dalle istituzioni finanziarie (banche e fondi investimento), dalle imprese private del settore energetico (prevalentemente Esco). E’ interessante notare che i “bond verdi” nel mercato finanziario, nel 2015, ammontavano a circa 70 miliardi di dollari.

Allo stato attuale gli investimenti verdi sono ancora di gran lunga distanti dalla dimensione degli investimenti nell’economia “grigia” dei combustibili fossili. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia nei prossimi 25 anni, se non ci sarà un cambio di direzione, gli investimenti programmati per l’estrazione e lavorazione dei combustibili fossili ammontano a circa 68mila miliardi di dollari. Mentre i soli sussidi ai combustibili fossili nel 2015 ammontano a 500 miliardi dollari/anno.

Nel 2009 il G20 aveva concordato la fine dei sussidi ai combustibili fossili, ma come si vede, siamo molto lontani dall’obiettivo. L’eliminazione dei sussidi è un passo fondamentale per facilitare gli investimenti verdi nell’energia e nei trasporti. Tuttavia non è sufficiente. I dati a disposizione suggeriscono che sono ormai maturi i tempi per l’adozione di una “carbon tax” globale che sia in grado di facilitare la competizione nei mercati delle tecnologie e dei combustibili a basse emissioni.

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