Americanos43

4 Settembre Set 2014 0010 04 settembre 2014

Voto Brasile 2014? Una figata epocale

  • ...

Le Elezioni del 5 ottobre (il probabile ballottaggio si svolgerà il successivo 26) si presentano come le più interessanti – giornalisticamente – nella storia della democrazia brasiliana. Quello che doveva essere un mero passaggio notarile – suggellante la riconferma per Dilma Rousseff, e quindi la prosecuzione del lulismo – si sta trasformando in una sfida epocale. Un aggettivo che ci sta tutto: da un lato la liquidità dell’elettorato di Marina Silva renderà lo scontro incerto sino alla fine. E poi la posta in gioco è altissima, e avrà colossali ripercussioni anche nel resto del subcontinente. (Un esempio, neppure il maggiore: i fratelloni Castro non lo danno a vedere, ma dall’Avana seguono la disfida con un’ansia maggiore di quella mostrata dalle stesse signore contendenti).

Si tratta infatti di mettere il punto finale a un’era, quella lulista, che anche grazie al lavoro sporco del Governo Cardoso, ha realizzato (non promesso) una delle operazioni di inclusione sociale più colossali che la storia dell’umanità ricordi. Decine di milioni di persone con le infradito nel fango, passate, in un solo decennio, a possedere un’auto, un conto in banca, un lavoro sottopagato ma formale, finanche una casa propria. La tragica morte del candidato Eduardo Campos però ha cambiato tutto, e ha dato a molti settori l’impulso a voltar pagina.

E poi in Brasile, un Paese che non è per principianti, basta poco. Come a Belo Horizonte, ove in ventinove minuti si è deciso bene di seppellire una tradizione sportiva secolare, quel futebol bailado immortalato da cinema, musica e letteratura. A questo punto, ci si chiederà: a cosa è dovuta la sorprendente ascesa della pasionaria dell’Amazzonia, un’antica protagonista della politica verde-oro?

L’ex storico ministro dell’Ambiente del Governo Lula, non solo ha beneficiato del clima di commozione per la morte dell’alleato, ma ha saputo raccogliere quel malcontento sfociato nelle proteste di giugno 2013: quelle che dovevano mettere a rischio i Mondiali. Segnaliamo quindi il logoramento dei maggiori partiti e relative leadership, specie per la decennale lotta tra il Pt (Partido dos trabalhadores) e il Psdb (Partido da social democracia brasileira). A fare il resto, i ricorrenti episodi di corruzione imputati a entrambe le formazioni maggiori, gli endorsement illustri che un personaggio con la mitica biografia della Silva immancabilmente riceve, e last but not least la sua abilità di ricorrere anche all’armamentario della cosiddetta vecchia politica. Grazie all’alleanza con personalità che non vantano la stessa purezza, come il vice Beto Albuquerque, può beneficiare di appoggi e finanziamenti senza “macchiare” l’immagine immacolata.