Americanos43

24 Dicembre Dic 2014 0050 24 dicembre 2014

Giro, a Santo Domingo prima Ambasciata laptop

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L'ultima parte dell'intervista esclusiva al sottosegretario agli Affari esteri, Mario Giro, prende spunto da un intervento di quest'ultimo sulla testata 'Huffington post'. Il titolo è accattivante: «Che diplomazia e quali diplomatici per un mondo liquido». Nell'interessante post, il politico prefigura una diplomazia liquida, nelle mani dei cosiddetti «diplomatici 'laptop'». A noi spiega che il primo esperimento in questo senso avverrà proprio in Repubblica dominicana. Giro ne aveva già parlato a Ricky Filosa, per il noto quotidiano dominicano 'Listin diario':«L’Italia manterrà a Santo Domingo, presso gli uffici dell’Ambasciata dell’Unione europea, un funzionario diplomatico stabile, che dipenderà dall’Ambasciata d’Italia a Panama, ma solo per una questione giuridica interna. In pratica, starà costantemente a Santo Domingo e opererà come un incaricato d’affari».

Non abbiamo invece volutamente affrontato lo spinoso tema dello scandalo che ha coinvolto quella sede diplomatica: secondo l'ambasciatore dominicano a Roma, la chiusura della Missione a Santo Domingo ne sarebbe diretta conseguenza. Si tratta di un ormai accertato «traffico di visti», scoperto solo grazie a una segnalazione delle Autorità di Madrid, e di tal portata, da causare l'allontanamento del precedente ambasciatore. E sarebbe stato difficile affrontare l'argomento bollente, senza bruciarci la fonte.

La cosiddetta scure sulle Ambasciate, come noto, ha colpito solo due sedi diplomatiche operative: quella honduregna, e quella della Repubblica dominicana. E in questo caso, forti sono state le proteste della comunità italiana in loco. A che punto è la sua idea, pubblicata mesi fa sull''Huffington post', di una struttura diplomatica sul modello di quella consolare? «Nel consolare già esistono varie formule: dal consolato generale all'agenzia o allo 'sportello'. Nel settore più propriamente diplomatico occorre un medesimo orientamento», ha scritto nell'occasione, facendo cenno anche ai «diplomatici 'laptop'».

«I tagli ci sono e ci saranno, e noi dobbiamo anche fare i conti con la realtà. Non possiamo più pensare nei termini in cui pensavamo in passato. Detto questo, però lei citava giustamente il mio intervento in cui io auspico forme di presenza reale - che si possa 'toccare' quindi la persona, presenza fisica - ma leggere. Ok? E noi sperimentiamo tutto ciò per la prima volta proprio a Santo Domingo. Infatti, noi a Santo Domingo non è che chiudiamo - perché così è passata - ma in realtà noi sperimentiamo la prima Ambasciata laptop. Perché a Santo Domingo ci sarà l'incaricato d'affari, quindi un ambasciatore. Unica cosa è che, amministrativamente, i conti li faranno a Panama, che avrà una titolarità interna amministrativa. Per quanto riguarda il Governo della Repubblica dominicana, noi avremo lì il nostro rappresentante diplomatico, che loro chiameranno 'ambasciatore'. Noi in termini tecnici lo chiamiamo 'incaricato d'affari', ma lei sa che un incaricato d'affari esercita le funzioni di un ambasciatore. Punto. Ed è esattamente quello che lei dice. E avremo una bandiera, una presenza. Guardi che è questo il futuro! Questo è il futuro, non ci possiamo più permettere grandi Ambasciate, grandi Residenze».