Americanos43

9 Gennaio Gen 2015 0340 09 gennaio 2015

Brasile, perché il modello pisano è vincente

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Prosegue il nostro colloquio con Giulia Baglini, addetto stampa dell'associazione culturale italiana e brasiliana 'Encontro'.

La giovane giornalista toscana - e con essa l'associazione che rappresenta - è icona e simbolo di quell'Italia che sa dialogare col più importante Paese dell'America latina, la sua società civile, i suoi artisti e intellettuali, gli addetti ai lavori che ne fanno una professione.

Pochi - ça va sans dire - lo dichiarano apertamente, ma quella pisana è una delle poche realtà di questo tipo che funzionano. Oggetto, inevitabilmente, del desiderio di emulazione (o dell'invidia) di chi ha promosso realtà associative perennemente indebitate, oppure prosciugate e disseccate dal disinteresse degli stessi fondadori. Per conoscerne il segreto, chiamare pib@encontro.it .

Dal suo osservatorio privilegiato, nota un maggior coinvolgimento verso i vostri progetti da parte della comunità brasiliana in Italia - penso agli studenti del programma Scienza senza frontiere (Ciência sem fronteiras) - oppure da parte dei nostri connazionali?

«Diciamo che il coinvolgimento riguarda in pari misura sia gli italiani sia i brasiliani. Anche la musica dal vivo riflette quest'aspetto, giacché sul nostro palco spesso si esibiscono musicisti del nostro Paese insieme con quelli sudamericani: pensiamo a Ton Ramos e David Domilici. Le cantanti che si sono esibite con noi sono state Emanuela Gramaglia e Mirtes de Sousa».

E per quanto riguarda i ragazzi brasiliani del programma governativo Ciência sem fronteiras, mirato a promuovere la formazione accademica all'estero?

«Certamente l’arrivo degli studenti del programma Ciência sem fronteiras, nel 2014 giunto alla sua terza edizione, ha impreziosito moltissimo il nostro percorso: con loro le nostre feste e iniziative si sono arricchite, permettendoci di entrare in contatto con la cultura verde-oro direttamente dalla voce dei suoi protagonisti. Ci piace ricordare che uno degli studenti dell’anno accademico 2013 - 2014 ha partecipato come musicista professionista a nostri numerosi concerti. Era, infatti, il tastierista del progetto musicale Pisa na fulô».

Tra l'alto sul vostro portale, reperibile all'indirizzo http://www.encontro.it/ , si legge che siete riusciti a coinvolgere questi ragazzi, in qualche iniziativa solidale...

«Circa venti studenti sono stati protagonisti di un'iniziativa benefica, promossa dalla nostra associazione: hanno, infatti, donato a due onlus pisane una parte degli indumenti e della biancheria, acquistati durante il periodo di studio passato in città. Aggiungo che anche le serate cinematografiche - ideate nell’ambito del progetto 'Pisa guarda il Brasile' - sono state particolarmente apprezzate dai nostri soci e simpatizzanti. Un'iniziativa, ricordiamolo, che ha coinvolto anche molti soci Coop».

Come gli scossoni politico-economici degli ultimi anni - dalle crisi, all'ingresso del Brasile tra i Grandi della Terra - hanno inciso sulla vostra attività associativa?

«Abbiamo sempre accompagnato con interesse questa evoluzione. Del resto la nostra la nostra missione è effettivamente questa: avvicinarci al Brasile, entrando in contatto con il suo affascinante universo culturale. Musica, letteratura, arte, architettura e una natura meravigliosa sono solo alcune tra le infinite chiavi di lettura, per comprendere un Paese giovane sì, ma già ricco di storia. Guardi, questa è una Nazione nata dalla mescolanza tra popoli e tradizioni differenti; e anche solo per quest'aspetto sarebbe degna di essere osservata e studiata».

Immagino poi che in qualcuno degli appuntamenti, che sono pubblicizzati dal vostro blog - online all'indirizzo http://www.pisabrasile.blogspot.it/ - affrontiate anche le questioni di attualità più interessanti.

«Devo dire che molti aspetti riguardanti l'economia, la politica e la società brasiliana sono stati affrontati proprio durante le serate cinematografiche del progetto 'Pisa guarda il Brasile'. Quelle di cui parlavo prima. Le proiezioni hanno innescato dibattiti di grande spessore con il pubblico».