Americanos43

11 Febbraio Feb 2015 2305 11 febbraio 2015

Cuba e tumori, gli scettici contro l'Escozul

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L'intervista cult di oggi andrebbe in realtà definita 'contro intervista', e prende le mosse dal nostro articolo dedicato a un signore italiano, che importa - da Cuba in Italia - gli arcinoti Vidatox ed Escozul. L'uno è un prodotto omeopatico, e l'altro un preparato naturale, di cui - per le presunte potenzialità anticancerogene - si è abbondantemente occupato anche il programma di Italia 1, 'Le iene'.

Il nostro pezzo è stato accusato sia di far pubblicità al corriere - per il fatto di averne indicata l'e-mail - sia di faziosità, per aver parlato - nel caso dell'Escozul - di produttori cubani «non [...] inaffidabili». Sorvolando sull'ovvia necessità di rispettare le condizioni richieste dall'intervistato - in questo caso, la pubblicazione del recapito informatico - dobbiamo rimarcare che nell'Isla grande la produzione del preparato biologico - noto come Escozul - è affidata a due specifici soggetti, che operano legalmente.

Mentre a Matanzas abbiamo l'équipe del noto dottor José Felipe Monzón - il signore intervistato da Giulio Golia delle 'Iene' - a Guantánamo, la produzione è affidata alla locale Universidad de Ciencias médicas (Ucm). E in particolare al gruppo di lavoro creato da Misael Bordier, cioè il biologo - scomparso nel 2005 in un incidente stradale - che è il vero pioniere negli studi sul veleno dello scorpione. Insomma, non si tratta di tossici che tagliano coca in un sottoscala, da qui il nostro giudizio di 'non inaffidabilità'. E poiché le osservazioni provenivano dalla web community che ruota attorno al portale 'Scetticamente', abbiamo pensato bene di sentire anche il punto di vista di Rosa Contino.

Che non solo è una delle anime del sito menzionato, ma è anche l'autrice del 'Dossier Escozul': un imprescindibile e accurato strumento, che ci consente anche di far luce sulla discutibile attività di lobbying, volta a immettere sul mercato questi prodotti. V'invitiamo quindi a leggere le dichiarazioni della pasionaria Contino, nobilmente mosse dalla volontà di smascherare chi approfitta del dolore altrui.

Cominciamo dall'Escozul, il preparato in cui la tossina - il veleno del Rhopalurus junceus - è presente in forma concentrata. Secondo uno studio del 2013 della rivista scientifica 'Journal of venom research' - citato nello stesso Dossier Vidatox da lei elaborato - il principio attivo avrebbe dimostrato una certa efficacia su cellule tumorali. Perché lei si mostra invece così decisa a negarne ogni effetto?

«Lo nega la comunità scientifica, dalla quale attingo le mie informazioni. Nel 2012 la Commissione Igiene e sanità del Senato ha condotto un’indagine sul Vidatox. La professoressa Marina Ziche - membro del Gruppo di lavoro 'Farmacologia oncologia', in seno alla Società italiana di farmacologia - ha spiegato in termini scientifici la differenza tra la tossina ricavata dal veleno dello scorpione, e il rimedio omeopatico. Riguardo al preparato naturale, ha affermato che non esistono studi clinici e preclinici pubblicati su riviste accreditate. L'unico studio che ne tratta, voglio aggiungere, è quello pubblicato sul 'Journal of venom research', il quale però non ha trovato conferma in nuove pubblicazioni scientifiche. In quell'occasione la professoressa citò anche il mio lavoro, come importante contributo alle informazioni raccolte. Le tossine e gli elementi di molte specie di scorpioni, nel mondo intero, sono miscele complesse e potenzialmente candidate a diventare farmaci. Come del resto avviene anche per i veleni di ragno e di serpente. Questi studi includono test antimicrobici e antimalarici, e la verifica dell'efficacia come immunosoppressori e antitumorali: il tutto, sia in vitro sia sui ratti. Molti studi in vitro non superano le fasi successive di ricerca».

Vari oncologi argentini assicurano l'efficacia - almeno come antidolorifico e antinfiammatorio - del Vidatox 30CH omeopatico, prodotto da Labiofam; ma per lei è solo acqua fresca. Su quali elementi si basa?

«Sulla letteratura scientifica. Migliaia di studi e varie revisioni sistematiche sull'omeopatia concludono che i rimedi omeopatici non dimostrano un effetto clinico superiore al placebo. Il Vidatox 30CH, per la sua elevata diluizione e secondo le leggi della chimica, non contiene traccia di principio attivo. A Cuba è stato criticato. Una nota ufficiale del dottor Jorge Alberto Bergado Rosado - che guida il Dipartimento di neurofisiologia sperimentale del Centro internacional de restauración neorológica - denuncia che è stata montata una gigantesca campagna pubblicitaria, in merito al Vidatox omeopatico. Non ci sono esiti scientifici, ma solo aneddoti. Nel Paese molti scienziati hanno protestato, compresi gli esperti in oncologia; e si accusano i promotori del Vidatox di essere interessati esclusivamente al beneficio economico dell'operazione».

Qual è il suo giudizio sul mondo sanitario cubano, riguardo a questa vicenda?

«In generale, non ho un giudizio negativo. Azzardo un paragone: in Italia abbiamo uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, e anche qui accadono cose simili. Leggiamo spesso di cure miracolose che non hanno fondamento scientifico. Esempi famosi ne sono il siero di Bonifacio e il Metodo Di Bella, oltre ai casi più recenti: appunto il veleno di scorpione, e Stamina. Teorie pseudoscientifiche che attecchiscono sull'opinione pubblica e che - pur mancando di riferimenti scientifici - sono arrivate nell'Aula del Senato».

Ha riscontrato un'attività di lobbying, in Italia, per immettere nel mercato i prodotti derivati dal veleno dello scorpione azzurro?

«Nel 2011 l'Istituto di fisica applicata “Nello Carrara”, in seno al Consiglio nazionale delle ricerche, si è interessato alla tossina, e ha tenuto varie riunioni con personalità scientifiche toscane e delegazioni cubane. In seguito ad un accordo con Labiofam nacque il progetto “Naturafarma”, che fallì a causa della mancata documentazione scientifica. Una delegazione cubana si recò, in seguito, presso l'Agenzia italiana del farmaco, per registrare il prodotto omeopatico. In Italia non fu possibile, ma in Albania sì, e nell'aprile 2011 comparve, sul mercato albanese, il Vidatox 30CH».

Cosa l'ha spinta, in questa circostanza, a farsi paladina dell'ortodossia della ricerca? Ha notato casi manifesti di speculazione sul dolore, e dei pazienti, e dei loro familiari?

«Non mi definirei una paladina. Nel web tutto è a portata di mano. Usato correttamente è una grande risorsa. Mi appassiona fare ricerche e andare a fondo di ciò che leggo. Chi offre la cura per ogni malattia, la promessa di facile guarigione da malattie molto gravi, approfitta del dolore altrui e non ha giustificazioni. Le persone disperate si aggrappano a ogni cosa ed è principalmente questo che mi spinge a voler sapere. Con il caso Escozul ho voluto capire bene. Ora è reperibile in rete un intero dossier: è il frutto di questa mia ricerca, e contiene tutta la documentazione fin qui raccolta. Inizialmente era pubblicato su 'Scetticamente', il portale che gestisco con un altro socio, e che è reperibile su http://www.scetticamente.it/ . In seguito, specie per motivi organizzativi, è stato inserito all'interno del blog 'Vidatox archivio', che si trova al seguente indirizzo: rosacontino.blogspot.com ».