Americanos43

11 Aprile Apr 2015 1953 11 aprile 2015

Video cult/Disgelo Usa - Cuba e botte da orbi

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Scriviamo nell'imminenza dello storico incontro, tra un presidente degli Stati uniti e un líder cubano: un evento che non occorreva dal 1956, quando il bilaterale vide di fronte Dwight Eisenhower e il dittatore Fulgencio Batista. All'epoca in Italia governava il primo Governo Segni, Gaetano Martino guidava gli Esteri, mentre al giovane e rampante Giulio Andreotti era toccato in dote il dicastero delle Finanze.

L'incontro tra Barack Obama e Raúl Castro s'inserisce nell'ambito di un rinnovato rapporto tra la Superpotenza e il suoex cortile di casa: «Appartengono ormai al passato i giorni in cui la nostra agenda prevedeva che gli Stati uniti potessero spesso intervenire, impunemente, nell'Area».

Tralasciamo qui le conseguenze auspicate del disgelo, che consistono - lo ripetiamo ai più disattenti - nell'eliminazione (forse imminente) di Cuba dalla Lista del Pentagono sulle Nazioni che patrocinano il terrorismo, nell'apertura delle rispettive Ambasciate, e in concreti passi avanti nella demolizione - da parte del Congresso Usa - delle leggi che integrano il bloqueo. Tuttavia questi processi - pur magari accompagnati dall'alto - devono partire dal basso e poggiare sulla volontà della società civile: da non intendere tanto alla stregua di «corpi sociali intermedi», quanto piuttosto come l'insieme dei rappresentati. Insomma, i cittadini cubani e quelli cubano-americani, sono veramente determinati a mettere una pietra sopra, rispetto a tutte le incomprensioni del passato?

Soprattutto per lasciare che certi processi - compresi quelli verso una società pluripartitica - compiano il loro percorso naturale. E qui veniamo al video annunciato dal titolo, raggiungibile al seguente indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=h0jCxKL1TWU . Vi si ritraggono gli scontri scoppiati, nelle scorse ore, di fronte alla Sede diplomatica cubana a Panama: da una parte, elementi della comitiva ufficiale cubana - di osservanza castrista - e dall'altra, membri di gruppi estremistici dell'esilio a Miami, in particolare quelli affiliati al Directorio democrático cubano. Ebbene, osserviamo i due goffi e scoordinati signori ripresi all'inizio, che se le danno di santa ragione più degli altri.

Non si tratta di attivisti comuni, ma di personaggi arcinoti, sul fronte bollente dello Stretto della Florida. Infatti, il bassotto in camicia verde è Alexis Frutos Weeden, formalmente l'incaricato d'affari presso l'Ambasciata di Caracas - numero due alle spalle del capo delegazione Rogelio Polanco - ma in realtà colonnello dei servizi segreti civili, il ben noto Di (Dirección de inteligencia). Figli ben sistemati in giro per il mondo, ça va sans dire (ah, questi selfie...). L'avversario, un po' più longilineo, è invece l'arcinoto dissidente esiliato in Florida, Orlando Gutiérrez-Boronat, docente universitario, segretario del citato Directorio democrático cubano, e ideatore della "disobbedienza civile" anti-Castro.

Un'organizzazione invero controversa e messa sotto accusa anche da altre associazioni di esuli: i "concorrenti" della Fundación nacional cubano americana (Fnca) li hanno infatti accusati di sviare la quasi totalità dei fondi che - per conto della agenzia nordamericana Usaid (United states agency for international development) - avrebbero dovuto invece inviare alla dissidenza sull'Isola. Ebbene, sino a che non sarà raggiunta una pacificazione nazionale, e cesseranno questi biechi spettacoli tra compatrioti, le strette di mano tra Obama e Castro serviranno a ben poco.