Americanos43

14 Aprile Apr 2015 1450 14 aprile 2015

Video cult, violenza in Honduras? Chissenefrega

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Dell'ondata di violenza che sconvolge l'America centrale, e in particolare l'Honduras, non si parla né sui media italiani, né sui network mondiali dell'informazione, ossia quelle fonti mainstream da cui poi le varie testate non fanno che scopiazzare e tradurre - spesso molto male - le notizie. Come noto, l'America latina è poco presente sui media, e, tuttavia il Brasile - per le dimensioni gigantesche - Cuba - per essere un'eccezione rispetto alla storia - e magari l'Argentina - per il papa e il pibe de oro - ecco, questi Paesi riescono a scalfire il muro del silenzio.

Non è il caso dell'Honduras. Il Paese latinoamericano, nel 2014 ha fatto registrare il più alto indice di omicidi al mondo. Sì, al mondo, altro che Medio Oriente in fiamme.

L'indice di sessantotto assassini ogni centomila abitanti, pur rappresentando un lieve calo rispetto al 2013, è comunque un record mondiale, secondo l'Observatorio de la violencia de la Universidad nacional autónoma de Honduras. Il punto della questione: il silenzio dell'informazione sulle vicende di un popolo e la scarsa conoscenza che può aversene della sua cultura, rendono quelle popolazioni più indifese rispetto alle esplosioni di violenza - di ogni tipo - che possano coinvolgerle. Andiamo alla cronaca, seppure di qualche giorno fa. Nella capitale Tegucigalpa, il 24 marzo, quattro studenti delle scuole superiori sono stati trucidati: proprio nelle ore successive a una manifestazione di protesta contro il Governo, cui avevano partecipato.

Si chiedeva, guarda caso, che non fosse posticipata la chiusura delle aule, a causa della violenza che imperversa sempre più nelle ore notturne. Due di questi ragazzi sono stati trovati morti, mentre una ragazza è deceduta poco dopo il ricovero in ospedale. E tuttavia, a sconvolgere l'opinione pubblica locale, è stato soprattutto il ritrovamento della quarta vittima: Soad Nicole Ham Bustillo - una tredicenne dell'Instituto central Vicente Cáceres - è stata ritrovata cadavere, con evidenti segni di tortura, il giorno successivo ai fatti. Gettata in una discarica cittadina, che non è nuova a ospitare corpi inanimati. La ragazzina era una leader studentesca - come si può esserlo a tredici anni - ed era stata intervistata proprio nel corso della dimostrazione che le è stata fatale; al seguente indirizzo è possibile assistere al video - ormai di culto - della sua ultima dichiarazione, rilasciata poco prima della morte atroce: https://www.youtube.com/watch?v=f9bIsWXurFA .

In particolare, nei pochi fotogrammi, se la prende col ministro dell'Istruzione, Marlon Escoto. Per i fatti sono stati arrestati alcuni balordi, poi scarcerati: le forze dell'ordine dicono di avere le prove per incriminarli, ma la magistratura pare di diversa opinione. Per ora, resta in carcere solo uno di loro - tutti appartengono alla gang Mara 18 - tal Fabio Rolando Posadas Larios. Anche l'Unicef (United nations children's fund) è scesa in prima linea per i fatti di Tegucigalpa: il rappresentante locale dell'agenzia, Cristian Munduate, ha chiesto un'indagine approfondita sulla vicenda. Puntando anche il dito sulle televisioni, che hanno trasmesso le dichiarazioni infuocate della ragazza, nonostante la minore età.

Da parte sua, l'organizzazione non governativa Casa alianza rileva come i fatti non possano essere attribuiti semplicemente alla criminalità comune, ma abbiano la regia di squadroni della morte, che operano per fini politici. Intanto gli scontri tra gli studenti e la polizia continuano.