Americanos43

5 Luglio Lug 2015 0138 05 luglio 2015

Caso Pescia, dito puntato contro il menefreghismo

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Segue la seconda parte dell'intervista a Bruno Pescia, presidente dell'Associazione ONLUS Andrea Pescia - Per i bimbi del Brasile ( www.associazioneandreapescia.org ).

Qui il nostro concittadino riafferma le gravi mancanze delle strutture consolari del Belpaese, riformula le sue richieste al Consolato di Fortaleza, lancia critiche alle Istituzioni verde-oro, ma soprattutto ci dà le dritte per acquistare il film e il libro dell'associazione.

Si tratta di strumenti importanti per conoscere anche quest'aspetto della nuova emigrazione italiana: non solo le difficoltà di ambientamento, ma anche il menefreghismo delle Autorità del Belpaese verso i connazionali che si trovino in difficoltà.

Ci dica qualcosa di più sulla quotidianità dell'Escola...

«L'Escola è a 200 metri dalla favela Garibaldi: un caso quindi unico. Di mattina gli scolari entrano alle 8.00 accompagnati dalle mamme, che li vengono a riprendere alle 18.00, felici e contente. Se non abbiamo una funzione sociale noi, chi può averla? Diamo ai bambini una montagna di amore. Sono certo che lavorare sui piccoli, seguirli con amore, abituarli allo studio e alla correttezza, contribuirà senz'altro a creare una Fortaleza migliore. E poi la nostra struttura li allontana dai pericoli della favela, basterebbe questo. Voglio riaffermare che il nostro Consolato non ha mantenuto una promessa per noi essenziale: non ha svolto quell'attività propedeutica, mirata a che le Autorità locali ci riconoscano formalmente come un'organizzazione straniera operante in Brasile. Né sulla documentazione inviataci, ci hanno indicato valide giustificazioni per la loro inerzia. E' una cosa grave anche non aver portato a compimento il progetto della cosiddetta Capacitacão solidária: si doveva coinvolgere una cinquantina di mamme della favela Garibaldi, per far loro creare prodotti artigianali da mettere in vendita. Insomma, ciò che resta sono le promesse non mantenute, e un forte senso di abbandono. Vedremo se questi aiuti arrivano, seppur in ritardo di due mesi. Se però nel frattempo dovessimo ridurre le dimensioni della nostra attività, o addirittura chiudere, punteremmo il dito contro il menefreghismo di tanti».

Pare tuttavia di capire che attribuisca i comportamenti più gravi alle Istituzioni brasiliane...

«In primis accusiamo le Istituzioni brasiliane, che si sono dimostrate assenti e sorde: non hanno mostrato alcun interesse verso un'ONLUS che opera a Fortaleza dal 2009, né ci hanno beneficiato col benché minimo aiuto. Lo stesso vergognoso comportamento è stato del resto mostrato in seguito alla fuga dell'assassino di mio figlio. Il Consolato si barcamena tra promesse in parte mantenute e spesso eluse, ma almeno sta facendo sentire una certa presenza. Tuttavia deve essere concreto e sincero, e non può permettersi illudere. Comunque l'Italia si dimostra molto più presente del Brasile, in tutti i sensi. E sì, che si tratta dei loro figli. Questo Paese continua a deludere: insicuro, corrotto, certo ricchissimo... però senza programmazione, e quindi senza futuro. Il Brasile è assente, e mostra un comportamento che definirei vergognoso: quegli alunni sono piccoli figli suoi, che gli italiani - fiaccati dalla crisi - stanno aiutando tra mille difficoltà; la sua assenza è grave e illogica».

Può aggiornarci sulla vicenda processuale dell'assassino di suo figlio, sinora latitante, su cui alcuni mesi fa aveva posto una taglia di quasi duemila euro?

«Sulla ricerca del pluriomicida ci ho messo una pietra sopra. "Sarà morto", mi hanno più volte detto pure le Autorità, "si metta l'animo in pace" . Del resto, con oltre 50mila latitanti, cosa potevo sperare?».

Può darci qualche indicazione per assistere al film "Urla nel silenzio - Il caso Pescia", che qualche settimana fa è stato anche trasmesso in prima serata sulla rete televisiva " Cafètv24"? E' possibile acquistarne il dvd?

«Film e libro vanno ancora bene. La pellicola è trasmessa in vari canali televisivi privati. Da inizio anno, abbiamo contato una quindicina di trasmissioni; mentre ne sono previste altre cinque, entro la fine del 2015. Libro e cofanetto (dvd più cd) sono distribuiti, dal 2014, esclusivamente dall'ONLUS; potete richiederli direttamente a me: brunopescia@gmail.com . Tra l'altro, spediamo in tutto il mondo. Dopo l'Italia - e il dato mi ha sorpreso - è il Brasile, il secondo maggior acquirente».

Opera in Brasile; conosce e frequenta il Paese sudamericano, da quasi un decennio. A suo giudizio, cosa è cambiato nel Brasile di oggi, rispetto a quello del tragico febbraio 2006? Nota miglioramenti?

«Paese che sconsiglio di visitare perché la sicurezza è insufficiente, e per di più sta scivolando verso una grave crisi sociale ed economica. Ci sono decine di milioni di favelado, non ha una vera classe media, e c'è troppa gente che vive male. Ero presente alle manifestazioni contro i Mondiali di calcio: il popolo vuole scuole, ospedali, mezzi pubblici accessibili e sicurezza. E non stadi. Quest'anno ho rinunciato a viaggiare a Fortaleza. E' stato durissimo non vedere la mia Escola e i miei bimbi, tuttavia la città è l'ottava più pericolosa al mondo, e per ora ho deciso di rinunciare. Sarà per il prossimo anno. Forse».