Americanos43

23 Luglio Lug 2015 0223 23 luglio 2015

Rockphenia, come investire e vivere a Cuba

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Sono almeno quattro mesi che gli italiani appassionati di Cuba - specie quelli che muoiono dalla voglia di andarci a vivere - non parlano d'altro: il progetto Rockphenia( http://www.rockphenia.com/ ), portato avanti dalla società d'investimento Visolis Caribia ( http://visolis.sitonline.it/1/about_us_4011814.html ). Il sogno del patron di questa società - il geometra 53enne Lorenzo Aitiani di Gaiole in Chianti, nel senese, noto in Toscana come costruttore d'impianti sportivi e piscine - è quello di emulare lo stile e la filosofia dell'arcinoto Hard rock cafe.

Partendo dall'Avana e dal suo fascino - ma con la prospettiva di estendere l'idea anche altrove - si punta a occupare un edificio di valore storico-architettonico, e crearvi un ristorante di alta gamma, con annesso un centro congressi: in modo che il complesso divenga anche scenario per eventi culturali, artistici e musicali.

E non è finita qui: l'impresa dovrà essere accompagnata dal lancio di una linea di abbigliamento giovanile - gadget compresi - che sappia valorizzare non solo l'artigianato e la moda locali, ma soprattutto il marchio Rockphenia. Per realizzare il progetto in una realtà ancora asfissiata dalla burocrazia, Aitiani starebbe puntando sulla cornice giuridica della cosiddetta cooperativa economica internazionale (sinora ne sarebbero state costituite appena tre). In ogni caso, il nodo è per ora affidato a uno dei più importanti studi legali avaneri: quel bufete Conabi (Consultores y abogados internacionales), che occupa il quinto piano del mitico edificio Don Emilio Bacardí, all'Avana vecchia.

«Sì, ma ci sono i soldi?» Bofonchieranno, senz'altro a ragione, i più scettici. Ecco il punto: Aitiani un po' ne avrà per suo conto, ma soprattutto cerca di raccogliere capitali (beninteso, legalmente) da chiunque voglia investire somme ragionevoli nel progetto. Preoccupandosi anche di attrarre le professionalità e le competenze, che possano essere utili allo sviluppo dell'impresa. Per la raccolta fondi sarà usato uno strumento finanziario «forte ed efficace», come lo definiscono i sostenitori più entusiasti dell'iniziativa: ossia la società d'investimento a capitale variabile comparto Sicav, Visolis Caribia. Che tra breve dovrebbe iniziare la cosiddetta fase di prelancio, inaugurando così una sorta di azionariato popolare.

Insomma, uniamoci in tanti, per investire, lavorare e vivere sulla Maggiore delle Antille: questo è il cuore del progetto. In molti, specie sul web, si chiedono quali siano le competenze imprenditoriali - oltre che cubane - del patron. E questi è solito rispondere di aver investito non solo in Italia, ma anche all'estero: grande amante della cucina, non si è occupato solo di edilizia, ma è anche titolare di tre ristoranti. E soprattutto dichiara di conoscere l'Isola dal 1995, di avervi investito sin dal 1998, di aver costruito una deliziosa casa nel Vedado avanero nel 2001. Ricorda inoltre di aver creato, nel 2000, il primo ristorante di cucina toscana nell'Isla grande (il paladar El palio nella zona di Miramar, in seguito ceduto al socio), e soprattutto di aver eseguito importanti lavori all'interno del Centro internacional de salud La pradera.

In particolare l'impresario toscano riferisce di aver costruito - all'interno della clinica nota nel mondo per la disintossicazione dalla cocaina di Diego Armando Maradona - «la piscina interna per riabilitazioni post traumatologiche, la grande piscina esterna, il campo da tennis, quello da basket multifunzionale, e due campi da squash». Insomma, crediamo che nel clima di disgelo Stati uniti - Cuba (mentre L'Avana attende lo sbarco di Matteo Renzi per metà ottobre, e si pensa all'istituzione sull'Isola di una nuova sede dell'Istituto nazionale per il commercio estero - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane) seguire la vicenda di Rockphenia sia doveroso.

Segue l'intervista al patron Aitiani.

Può introdurci al progetto Rockphenia, di cui da mesi sentono parlare gli amanti di Cuba? Abbiamo inteso che si punterà prima di tutto sull'Isola - sfruttando il clima di disgelo con gli Stati uniti - per poi diffondere il marchio ad altri Paesi caraibici...

«Esattamente. Ho ideato questa marca con la collaborazione di un noto artista e pubblicitario senese: è un nome di evidente origine internazionale, che è stato già depositato in vari i paesi del mondo. Tuttavia l'esordio del brand avverrà all'Avana, ove il progetto andrà a rappresentare tutti quegli elementi della cubanía, che sanno esercitare fascino nel mondo intero. Qui apriremo un grande locale, che richiamerà lo stile e la filosofia dell'Hard rock cafe. Tuttavia al posto dei classici cimeli del rock, si troveranno opere d'importanti artisti cubani, che faranno da cornice a ottimo cibo, a eventi e spettacoli musicali di ogni genere. E parallelamente promuoveremo la produzione di una linea di abbigliamento giovane, di altri oggetti da indossare e gadget: un'attività che sarà affidata a stilisti e artigiani cubani».

Ci conferma che il fondo d'investimento Visolis Caribia - che sarà alla base del progetto - avrà una capitalizzazione d'ingresso di oltre sei milioni di euro? E qual è il ruolo della sua persona nella società?

«La società europea (SE) d'investimento Visolis Caribia, appunto di diritto europeo - che abbiamo costituito non senza fatica, a causa delle rigide norme vigenti - ha tra i principali scopi proprio il sostegno finanziario al progetto Rockphenia: un brand di cui è proprietaria la società stessa. Siamo in procinto di inaugurare la fase di prelancio, mirata alla raccolta di capitali, e rivolta ai potenziali investitori privati: abbiamo sinora ricevuto moltissime richieste d'informazioni, e la capitalizzazione sarà ben più alta di quanto avevamo previsto. Il mio ruolo sarà semplicemente quello dell'imprenditore operativo, in tutti i sensi. Si tratta di un'attività che conosco molto bene, perché la svolgo... da sempre. Ho alle spalle trentadue anni da costruttore, e in questo periodo ho aperto tre locali, sia in Italia sia all'estero».

L'attività consisterà nella valorizzazione e ristrutturazione di edifici di valore storico architettonico, ove saranno inaugurate e gestite attività di ristorazione e congressistiche. E ciò al fine di ultimo di imporre il vostro brand, anche tramite gadget... Giudica corretta la ricostruzione, deducibile dai documenti sul web?

«Sì, come ho detto poc'anzi, si tratta dell'apertura di un locale grande oltre mille metri quadrati, che punterà a organizzare eventi sia pubblici sia privati, dagli spettacoli musicali dal vivo, agli incontri di tipo artistico e culturale. Per questo, abbiamo coinvolto alcuni grandi artisti cubani e lo stesso museo Galería Habana, i quali ci hanno consentito l'appoggio - sicuramente molto gradito - del Ministero della Cultura. Collante di tutto ciò dovrà essere l'ottima ristorazione, cui si abbinerà un eccellente servizio esclusivo, che dovrà essere innovativo per Cuba. E come trascurare la nostra linea di abbigliamento? Voglio ripetere che sarà opera di artisti e artigiani cubani, che disegneranno i capi e tutti gli oggetti da indossare, compresi i gadget. Il turista - e la stessa popolazione giovanile locale - acquisteranno molto più di un semplice oggetto da indossare».

Voi vorreste esordire presso lo storico - ma adesso malmesso - stabilimento balneare La concha, situato in Miramar all'Avana. Lo può confermare?

«L'iniziale idea, come location, dello stabilimento della Concha - di cui abbiamo discusso con il Governo provinciale dell'Avana - non è del tutto sfumata. Tuttavia, dopo un'attenta analisi in loco, abbiamo verificato un aspetto molto preoccupante: durante la stagione degli uragani, quei locali e quell'area s'inondano con grande frequenza. Pertanto al momento l'ipotesi è stata accantonata, e stiamo facendo indagini e nuove analisi sugli edifici che ci hanno presentato sia la Dirección de Patrimonio cultural, sia lo stesso Gobierno de la provincia de La Habana».


Ci può descrivere le tempistiche dell'iniziativa?

«In questo momento siamo in attesa che il locale studio legale Conabi finisca di sondare il terreno. Questo team di avvocati ci assiste in primis per l'assegnazione dell'edificio che sceglieremo, e quindi per le condizioni definitive del suo utilizzo. E poi sta studiando il tipo di rapporto - sia in termini giuridici, sia economici - da instaurarsi con la controparte cubana, in pratica lo Stato. In mancanza di ritardi, dovremmo porre fine a questa fase nel mese di settembre; anche perché in agosto anche a Cuba vi sono le vacanze. E poi da ottobre provvederemo sia ai progetti, sia alle concessioni per l'intervento sull'edificio. E se questi interventi saranno contenuti - come abbiamo fatto più volte richiesto alla controparte - possiamo situare verso l'inizio della prossima estate, sia l'apertura del locale, sia la relativa inaugurazione. Nel frattempo però il progetto Rockphenia non è fermo, ma ha già ha trovato a Panama la sua seconda sede. E la storia ha inizio».