Americanos43

2 Dicembre Dic 2015 2052 02 dicembre 2015

Caso Pescia, le novità del 2016

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Per l'Escola filantropica Andrea Pescia di Fortaleza - la capitale dello Stato del Ceará in Brasile - finalmente si muove anche la Camera dei deputati italiana. Qualche settimana fa, l'onorevole italo - brasiliana Renata Bueno - un passato di consigliere comunale a Curitiba - ha visitato l'istituto, localizzato nella favela Garibaldi (nel quartiere Serrinha).

Non soltanto per manifestare riconoscenza verso l'opera filantropica del nostro connazionale Bruno Pescia, ma anche affinché l'iniziativa possa finalmente essere riconosciuta dal Governo brasiliano. Questa struttura, infatti, nonostante abbia dimostrato di fornire educazione e sostegno a circa duecento bambini, continua a trovarsi in una situazione prossima a un limbo, almeno da un punto di vista giuridico.

Andiamo però con ordine, consigliando innanzitutto ai lettori di leggersi e studiare l'epopea del signor Pescia al seguente indirizzo: http://www.lettera43.it/blog/americanos43/storie/brasile-le-ultime-sul-caso-pescia_43675151302.htm . Qui basta ricordare che il presidente dell'Associazione ONLUS Andrea Pescia - Per i bimbi del Brasile - che più sotto intervistiamo - è il padre di Andrea, il giovane padovano ucciso da un balordo, nel febbraio 2006; trucidato solo per aver riconosciuto l'autore di un furto ai suoi danni. Chi volesse poi approfondire la vicenda - che mostra tutto il marcio della malagiustizia e della cattiva amministrazione, da una parte e dall'altra dell'oceano - può leggersi il libro 'Urla nel silenzio - Il caso Pescia', o assistere al film 'Urla nel silenzio'.

Documenti ove non soltanto si fanno nomi e cognomi, ma si narra una storia vera e tragica di un moderno far west, in cui non mancano taglie ed evasioni dal carcere.

Sembra che negli ultimi tempi la situazione della vostra associazione stia migliorando, soprattutto grazie a un maggior coinvolgimento almeno delle Istituzioni italiane...

«E' venuta a trovarci la deputata Bueno, come pure il Vice Console onorario di Fortaleza. Ci stanno aiutando a cambiare una parte dello statuto dell'ONLUS, e l'operazione ci dovrebbe aprire le porte - quale associazione riconosciuta anche dal Brasile - alle agevolazioni e agli aiuti che sono concessi».

Solo qualche mese fa, il clima che si respirava nell'associazione era assai più triste e negativo. Era nei fatti in programma un ridimensionamento, che quasi anticipava una chiusura. Non è così?

«Stavamo pensando a un ridimensionamento, che avrebbe preceduto un'eventuale chiusura. La diminuzione delle entrate - ma anche il disinteresse delle Autorità brasiliane verso una realtà che aiuta concretamente oltre duecento bambini - ci aveva molto demoralizzato. Non andava a genio che fossero degli italiani, a salvare le loro piccole creature. Che nello stato di abbandono in cui si trovavano, magari non avrebbero neppure frequentato la scuola: gli istituti pubblici sono lontani e poco accessibili. Salvare questi bimbi vuole dire non mandarli in strada, evitare la prostituzione, la droga, la morte (magari come conseguenza del terribile commercio degli organi). Soprattutto si evita che divengano delinquenti, come quel maledetto che nel 2006 uccise mio figlio Andrea. L'Escola è nata per questo, e porta avanti il sogno di Andrea».

Nel corso dell'anno avete organizzazione molti eventi, che dovrebbero avervi aiutato economicamente.

«I molti eventi organizzati durante il 2015 ci hanno portato un po' fieno in cascina, ossia introiti per oltre ventimila euro. Poi è arrivato il cinque per mille, relativo al 2014, equivalente a 13.500 euro. Sono state importanti anche le elargizioni dei nostri sostenitori - pari a quindicimila euro - e il cambio con il real, finalmente favorevole. Insomma il vento è cambiato, e adesso è con noi. Abbiamo coperto tutte le spese, anche per il 2016, e tuttavia stiamo studiando un piano per ridurre - da 55mila a meno di 40mila - il peso della gestione annuale dell'ONLUS. Attenzione però: mantenendo il numero degli alunni inalterato. Dobbiamo ridurre gli stipendi destinati ai dipendenti, e il personale stesso, facendo maggior ricorso al volontariato. In ogni caso ci hanno promesso aiuti in generi alimentari e altri prodotti, e alcuni amici italiani che vivono a Fortaleza ci assicurano anche un sostegno economico. E poi stanno apparendo anche aiuti dal Brasile, ma purtroppo è ancora troppo poco».

Ci pare di capire che anche il Vice Consolato onorario di Fortaleza si sta finalmente muovendo...

«Il Vice Consolato onorario, grazie al responsabile Tutela sociale, Cesare Villone, ci ha dato un rilevante sostegno economico: non che sia di enorme entità, ma è senz'altro di buon auspicio. Soprattutto però ci fa piacere la promessa di esserci finalmente vicino. Ecco, come ho già detto, il vento è improvvisamente cambiato, e adesso ci favorisce».

Notizie sull'assassino di suo figlio, evaso già da qualche tempo, approfittando di un cosiddetto lavoro esterno? Ripercorriamo la storia: nell'aprile 2013, Paulo Henrique 'Erê' Soares Pereira esce per un permesso per lavoro, ma non torna in carcere. E la cosa più grave è che nessuno se ne accorge; se non il suo avvocato, in occasione di un controllo di routine...

«Del pluriomicida Pereira nessuna notizia è più giunta. Dicono che sia scomparso dopo l'indecente fuga, di cui nessuno si era accorto. Forse è morto, forse. Adesso però questo non ha più importanza, ora tutte le nostre energie sono rivolte all'Escola. Per la quale, dal cielo, mio figlio ci sta dando una grande mano. Adesso conta solo questo, lui continua a vivere nei suoi bimbi».

E per quanto riguarda il film e il libro, che non manchiamo di consigliare ai nostri lettori?

«Il film, nell'ultimo biennio, è stato trasmesso da trenta televisioni private, e continua a essere programmato; mentre il libro ha superato le 36mila copie, cosicché raggiungeremo la sesta ristampa nel 2016. La pubblicazione ci ha consentito introiti per oltre cinquantamila euro».