Americanos43

22 Dicembre Dic 2015 2016 22 dicembre 2015

Misna, cronaca di una fine annunciata

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L'agenzia missionaria di stampa Misna (Missionary international service news agency) chiude. Cessa le pubblicazioni, una testata che - sia con lanci di agenzia, sia con approfondimenti - ha dedicato grande attenzione agli eventi sociali delle Nazioni latinoamericane, all'Africa e all'Asia.

Dopo il comunicato degli Editori del 22 dicembre, non ci sono più speranze: «Mi.s.n.a. chiude l’attività. Questa agenzia ha svolto servizio d’informazione la cui principale caratteristica è stata quella di basarsi su testimonianze di prima mano raccolte da corrispondenti - soprattutto missionari - presenti nei luoghi in cui i fatti raccontati accadevano. Gli Istituti Missionari che l’hanno promossa e sostenuta nel corso di 18 anni (1997-2015), dopo un lungo periodo di difficoltà economiche e di gestione, sono giunti alla dolorosa decisione di cessare l’attività dell’Agenzia d’informazione con il prossimo 31 dicembre».

Non potrà nulla la petizione su Change.org. Che tuttavia invitiamo a firmare, se non altro a sostegno di un'informazione, che alleni le sinapsi a capire le interazioni del mondo globalizzato. E che si discosti dal solito mainstream, dal teatrino della politica, e dal giornalismo del 'metodo Boffo'. «Dopo 18 anni di presenza rischia di chiudere l’agenzia di stampa MISNA, la voce dei senza voce. Dall’Africa, all’Asia, all’America Latina», recita la petizione online, «sono state centinaia le storie raccontate in questi anni facendo parlare direttamente gli abitanti delle periferie del mondo, cercando sempre di costruire ponti per il dialogo e abbattere i muri dell’incomprensione».

Né ha avuto esito la missiva inviata a Jorge Mario Bergoglio, il 19 dicembre. «Caro Papa Francesco, siamo i giornalisti della MISNA, quella piccola agenzia di stampa dei Missionari che da quasi vent’anni racconta le “periferie” della tua amata Africa, dell’Asia, dell’America Latina. A pochi giorni dal Natale, il prossimo 31 dicembre, questa ‘voce degli ultimi’ rischia di spegnersi». La crisi della testata ha origine lontana, e già era stata spiegata dal suo fondatore, il carismatico padre comboniano Giulio Albanese, quando nel 2004 questi ne abbandonò la direzione: «Non è possibile continuare in questo modo», dichiarò alla rivista 'Vita', dedicata al Terzo settore, «non ce la faccio più a elemosinare a destra e a sinistra un pugno di euro. Abbiamo bisogno del vostro sostegno. O iniziamo a vedere in grande, oppure è meglio che ce ne torniamo tutti a casa».

E tuttavia nessuno meglio della rivista bimestrale 'Africa', ha saputo sintetizzare tanto efficacemente queste difficoltà, che - pur con tutti i distinguo - gravano su gran parte della stampa nazionale: «Nulla si è fatto per cercare di trovare nuovi territori sui quali fare un’informazione seria, competente, autorevole. Non si è battuta con convinzione e con una visione strategica la strada della crossmedialità: Internet, radio, televisioni, tablet, telefonini. Il mercato ci sarebbe. Sia all’interno della comunità cattolica (pensiamo alle parrocchie e alle associazioni) sia al di fuori (stampa internazionale e nazionale). Nessuno o pochi investimenti sono stati fatti in questi campi. Ma, soprattutto, non si sono volute creare sinergie tra testate diverse. In campo cattolico si parla molto di comunione, ma le singole congregazioni missionarie non hanno mai voluto realmente collaborare».

Chiudiamo il mesto pezzullo, lasciando aperto questo nostro spazio per gli amici di 'Misna', e alle loro energie e potenzialità.