Americanos43

12 Gennaio Gen 2016 2010 12 gennaio 2016

Immobili a Natal, come investire in Brasile - 2

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Presentiamo oggi la seconda parte dell'intervista a Dorella Sassetti (reperibile all'indirizzo dorella@atlantic.net ), l'imprenditrice toscana che - insieme a un gruppo di connazionali - ha investito nel settore immobiliare, in Brasile. Stanno operando - nella metropoli di Natal - nel campo delle case popolari, finanziate dal programma statale e sociale, "Minha casa minha vida".

Questo piano socio-assistenziale - a nostro giudizio, una conquista del lulismo e del petismo - mira a rendere concreto il sogno di una casa propria, per tanti cittadini meno abbienti. E tuttavia la misura - per via della tempesta finanziaria perfetta, che pare investire il Paese verde-oro - sta subendo una bella sforbiciata, che in questa sede sarebbe troppo complessa da definire.

E tuttavia l'imprenditrice empolese non pare preoccupata: «Se ai i brasiliani toglieranno il sogno di avere una casa propria, prevedo che scoppi una guerra civile», ha di recente dichiarato in un'intervista, concessa al portale «Scappo in Brasile». In questo caso, ci sentiamo di concordare con Sassetti: per questo Esecutivo, come per altri che possano sostituirlo in futuro, certi programmi sono troppo importanti, specie dal punto di vista elettoralistico. E' impensabile che - solo per ragioni di bilancio - il Planalto possa trascurarli; salvo che non voglia andare incontro a un'iperbolica débâcle elettorale. E' d'obbligo aggiungere che gli acquirenti di quelle abitazioni - l'intervistata lo spiega nella prima parte della chiacchierata - appartengono a fasce di reddito un po' meno disagiate: quelle che comunque dovrebbero essere nelle condizioni di pagarsi il mutuo, concesso dallo Stato.

O meglio, concesso da Istituzioni bancarie pubbliche, quali il Banco do Brasil e la Caixa econômica federal. Prima d'invitare alla lettura della seconda parte dell'intervista, ci piace segnalare le qualità della nordestina Natal, che conosciamo molto bene. La città è, infatti, ben capace di coniugare le attrattive tipiche del Nordeste brasiliano, con un certo ordine, organizzativo e urbanistico.

Alla fine, come si è decisa a raggiungere il Paese sudamericano?

«Ci siamo convinti - anche seguendo il consiglio di Massimo - ad andare personalmente in Brasile, entrare in contatto con chi già operava in loco, accertarci di tutto. Dovevamo capire se quel progetto era proprio ciò che avevamo sognato. Era la prima volta che visitavo il Brasile ma é stato amore a prima vista. Poi quando i risultati hanno superato le previsioni, mi sono detta che era proprio quello che cercavo. Tutti noi sei del tavolo del brain storming, abbiamo aperto la nostra società, e osservato tutte le formalità del caso. Faccio un esempio, di quella che è stata la nostra esperienza. Il geometra Stefano aveva grande nostalgia dei tempi d'oro dell'immobiliare; e in questo progetto, non ha solo trovato un ottimo investimento, ma anche l'entusiasmo di lavorare. Così in pochi mesi si é trasferito a Natal, e adesso vive felice: lavora in pantaloni corti e maglietta, in un'atmosfera effervescente».

Il suo è un progetto d'investimento aperto agli apporti di altri imprenditori. I quali dovrebbero costituire una società, e collaborare con lei nell'impresa, sin dall'acquisto del terreno da lottizzare. Ebbene, quanto dovrebbero apportare, per partecipare? Ed entro quanto tempo si potrebbe recuperare l'investimento?

«Mi sono innamorata veramente tanto di questo progetto, che io definisco come una medaglia a due facce. Una di essa è l'etica: è bello consegnare le chiavi ai nuovi proprietari - di solito famiglie con bambini - con cui ci ritroviamo a piangere di gioia. L'altra faccia è naturalmente il profitto. Ho deciso di diventare portavoce del progetto, per entrambi questi motivi. Personalmente mi sono decisa, ho investito … non sono diventata ricca, ma i risultati li vedo. Cerco perciò di condividerlo con altre persone: siano imprenditori o risparmiatori, o addirittura cittadini decisi a cambiare vita. Infatti, chiunque é libero di recarsi a Natal, e lavorare per il gruppo: c'è davvero molto da fare, per chi ne ha voglia».

Ecco, ci spieghi quali sono le diverse formule, con cui si può aderire all'iniziativa.

«Sì, sono due le strade che si possono intraprendere. In primo luogo, si può semplicemente aprire la società, e lasciare che - dietro un compenso - sia l'amministratore a occuparsi del progetto. Ovviamente l'investitore vigila sul rispetto del business plan, e conserva l'accesso ai conti bancari: niente viene fatto senza la sua approvazione. Oppure il titolare della società - è la seconda possibilità - segue direttamente sia i lavori edilizi, sia il percorso burocratico. Per tutti noi, è importante che il gruppo sia numeroso. A oggi siamo 20 società, e questo ci permette di usare la forza del gruppo, e di comprare i lotti più importanti, al prezzo più conveniente».

Qual è l'attività propedeutica, per partecipare? Si deve ottenere il Visto permanente come investitore, per il quale si deve investire almeno 120mila euro? E poi lei ha in passato dichiarato di conoscere dei consulenti, che possono aiutare a sopravvivere alla locale burocrazia; non è così?

«A Natal - nel settore delle costruzioni - il nostro gruppo ha maturato una grande esperienza. Il gruppo si occupa anche di consulenza, e i servizi non si limitano alla gestione commerciale: curiamo ogni necessità di carattere giuridico, fiscale, e finanziario. Insomma cerchiamo di adattarci alle necessità di ogni titolare. Il ciclo progettuale ha una durata stimata in poco più di un anno; e il rendimento atteso supera il 35% del capitale investito. Una percentuale che può salire, con l'ammontare dell'investimento. Per noi é stato tutto semplice e indolore, e grazie all'esperienza del gruppo, la nostra sociedade limitada è stata aperta in appena due giorni».

Si è insediata a Natal. Ci parla brevemente dei suoi soggiorni in loco?

«Arrivare a Natal è veramente comodo, tra l'altro siamo in contatto con un'agenzia che ci fornisce voli aerei a prezzi agevolati. La capitale del Rio grande do norte è una splendida città: intanto direi che il clima è eccezionale, con quel vento che ti accarezza, e ti lascia respirare anche nelle giornate più calde. Tra l'altro ho notato affinità con alcune città statunitensi, penso a Miami. Il lungomare con le maree, le dune, la natura selvaggia, sono affascinanti. E poi il mare ha caratteristiche tali, che la città è nota come paradiso per surfisti. Indipendentemente dalla decisione d'investire, vale la pena visitare questa terra dalle bellezze strabilianti. Tuttavia - almeno sinora - tutti quelli che si sono recati in loco a seguire il progetto, hanno colto l'opportunità d'iniziare questa nuova esperienza imprenditoriale. Gli aspiranti investitori - come accadde a suo tempo per noi - saranno ospitati per tutto il periodo del soggiorno, e trattati come persone di famiglia: siamo una vera comunità d'intenti, aperta, e ci aspettiamo che ci seguano in molti».