Americanos43

18 Giugno Giu 2016 2012 18 giugno 2016

Declino dell'Occidente, l'avanzata dei Civets

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Il susseguirsi dei cicli economici porta con sé la nascita di nuovi acronimi, con cui gli studiosi individuano Paesi degni di particolare interesse, accomunati da caratteristiche simili. Tra i capostipiti di queste sigle ci sono i Brics (nati dai Bric): un acronimo che sta per Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, e da cui è nata in seguito una vera e propria associazione tra gli Stati interessati.

Andando poi in ordine sparso, segnaliamo i Pigs, cioè i maiali (ossia Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), e la loro variante Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna). Di cui, per il vero si è parlato molto negli anni più duri della crisi dei debiti sovrani. Degni di nota anche i Carbs (Canada, Australia, Russia, Brasile e Sudafrica), ossia i carboidrati: le Nazioni, evidentemente, che più dipendono dall'export delle commodity.

Da segnalare quindi i Mints (Malesia, Indonesia, Nuova Zelanda, Tailandia e Singapore), ma soprattutto i Mist (o Mikt), etichetta che raggruppa Messico, Indonesia, Corea del sud e Turchia. Che sarebbero accomunati da grandi potenzialità e molti rischi, nell'attrazione degli investimenti. Gli studiosi nazionali hanno approfondito soprattutto i Mint: Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia avrebbero in comune fattori come popolazione e demografia (insomma, sono tanti e giovani). Spazio poi ai Cassh: Canada, Australia, Singapore, Svizzera e Hong Kong sarebbero uniti dalla forza dei fondamentali economici, manifestando una maggior salute rispetto agli altri stati sviluppati.

Hanno riscosso un certo interesse tra gli analisti di geopolitica anche i Prossimi undici (N-11 o Next eleven): Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia, Corea del sud e Vietnam sarebbero uniti da presunte ottime prospettive, in fatto di investimenti e crescita. Vanno poi segnalate le aquile, con Eagles (Emerging and growth-leading economies) che indica Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Russia, Corea del sud, Turchia e Taiwan. Purtroppo dobbiamo tralasciare i vari G (G7, G5, G14 e G33), i Bric 2.0 (non solo Brasile, Russia, India e Cina, ma anche Messico, Indonesia, Corea del sud e Turchia), e un'infinità di varianti del vecchio Bric: c'è il Brick che include la Corea del sud, il Brimc che arruola il Messico, e c'è il Brica con alcuni Paesi arabi.

Vogliamo così qui occuparci dei Civets (Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia e Sudafrica) - cioè zibetti - segnalando l'uscita di una pubblicazione, che non solo ci spiega l'essenza di questa entità geopolitica, ma mette anche un po' d'ordine nel ginepraio terminologico. Il libro - intitolato "I Civets. Il valore dell’approccio multipolare", e pubblicato da Avatar editions - è curato da Luca Bionda, e si avvale della collaborazione di altri esperti. L'autore, che collabora con l’Istituto di alti studi e scienze ausiliarie (Isag) come ricercatore associato nel programma di ricerca "Eurasia", presenterà l'opera a Roma in ottobre; ma gli interessati potranno acquistarla già ora al seguente indirizzo: http://www.isag-pubblicazioni.com/libreria/i-civets-il-valore-dellapproccio-multipolare .

Invitandovi alla lettura, possiamo frattanto citarvi un'efficace definizione dei Civets, quella che ne dà il banchiere Michael Geoghegan: «Paesi che possono contare su una popolazione numerosa, giovane e in crescita, e, in termini relativi, sono tutti Stati piuttosto stabili politicamente e presentano debiti e deficit pubblici ragionevolmente bassi».