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6 Luglio Lug 2016 2027 06 luglio 2016

Trasferirsi in Costa Rica, ecco le istruzioni

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Trasferirsi, vivere, investire e lavorare in Costarica? Mollare tutto e partire per il Paese caraibico, noto come la Svizzera dell'America centrale? La prima cosa da fare è navigare un bel po' nel portale 'Italia Costa Rica' ( http://www.italiacostarica.com/ ), gestito dall'imprenditore e blogger, Alfredo Ingegno. Architetto in pensione, il nostro connazionale - in compagnia della moglie Anna Venturini - si è trasferito da anni nella Nazione latina.

Sulla paradisiaca costa atlantica, non si è limitato a ristrutturare alcune sfiziose casette di legno, per affittarle soprattutto a turisti stranieri. E' divenuto anche il punto di riferimento per una miriade d'italiani, che puntano a trasferirsi in Costa Rica.

Non soltanto attraverso i consigli e i chiarimenti, dispensati sul suo sito e sulle reti sociali, (collegate al blog e aggiornate quotidianamente); ma anche attraverso il contatto diretto. In molti, infatti, prima di decidersi al grande passo, scelgono di soggiornare presso i bungalow di Ingegno, per poter con calma approfondire le questioni legate al trasferimento. La lettura di alcune sezioni del blog - va segnalato - non sarebbe importante solo per chi punta a questa meta, ossia per chi sta pensando a questo Paese, per farne il luogo del proprio buen retiro. Certe indicazioni valgono, infatti - per analogia - anche per gran parte degli stati della Regione. Pensiamo al capitolo «Alcune curiosità della Costa Rica per comprendere il paese», a quello che descrive le esperienze degli italiani che sono emigrati, oppure a quello - ormai un cult della Rete, come facilmente immaginabile - titolato «Quanto costa vivere in Costa Rica. Alcune osservazioni».

Né manca l'articolo «Terra in vendita sul mare dei Caraibi. Ancora una opportunità», per chi voglia optare per l'investimento immobiliare. E poi c'è il post «Domande e risposte per chi vuole vivere in Costa Rica», fondamentale per chi voglia intanto farsi un'idea dei pro e dei contro, di questa fuga ai Caraibi. Uno spazio in cui ovviamente si spiegano anche gli aspetti burocratici, legati ai vari tipi di visto, e all'apertura di un conto in una banca locale. A chi invece non avesse tempo di leggersi tutto, consigliamo almeno uno sguardo a «Le 20 regole d’oro» ( http://www.italiacostarica.com/trasferirsi/20-regole-d-oro/ ), il cui incipit recita: «Vivere da straniero nella Costa Rica, per molte ragioni, può offrire opportunità straordinarie ed uno stile di vita a misura d’uomo molto più che in molte parti d’Italia e del mondo occidentale. Abbiamo scritto queste 20 regole d’oro dopo aver vissuto qualche tempo nel paese».

La sezione di maggior successo è tuttavia «Ritirarsi nella Costa Rica: una scelta possibile ma non per tutti». Scritta nell'aprile 2011, è tenuta in vita sino ai nostri giorni, attraverso le domande dei lettori e le tempestive risposte dell'autore; e soprattutto chiarisce come non tutti possono essere adatti a un così radicale cambio della vita. Segue l'intervista a Ingegno, che ci ha chiarito aspetti essenziali, ai fini del trasferimento: la criminalità, il costo della vita, gli adempimenti burocratici necessari per trattenersi, la questione location.

Parliamo innanzitutto di criminalità e sicurezza: cosa si sentirebbe di spiegare a un italiano che medita il trasferimento in Costarica, per farne lo scenario del proprio buen retiro …

«La Costarica è il Paese più sicuro dell'America centrale. Soprattutto a San José, la capitale, esistono tuttavia sacche di criminalità​: un problema del resto comune a ogni grande metropoli del mondo. A parte queste zone rosse - peraltro ben individuabili in alcuni quartieri ad alta densità di disagio sociale - si può solo segnalare la recente crescita di furti in danno dei turisti; ma va detto che questa è l'inevitabile conseguenza di una notevole crescita dei flussi turistici, e quindi del denaro circolante».

E invece per quanto riguarda il costo della vita? E' noto a molti che la Nazione centramericana sia tra le più care della Regione e che i prezzi di alcuni prodotti siano piuttosto alti.

​«Il costo della vita è relativamente elevato, e l'unico modo per evitare di spendere più che in Italia è adattarsi gradualmente al modus vivendi costaricano. ​I servizi pubblici non sono cari, e neppure trasporti e benzina. Alto ​è invece il costo dei generi alimentari e della tecnologia, ed elevatissimo quello di medici e farmaci; salvo che non si abbia diritto all'assistenza pubblica, che però è ottenibile solo in caso di residenza. Una coppia che debba anche prendere in affitto una casa, per vivere bene ha bisogno di almeno 1.600 - meglio 1.800 - dollari il mese».

In definitiva, tenendo conto dei problemi burocratici - vedi la questione dei visti - e anche di aspetti essenziali come il sistema sanitario, a quale target di connazionali consiglierebbe di trasferirsi nel Paese latinoamericano? Si mormora in Rete che volendo eludere la rigida normativa sull'investimento straniero, si potrebbe ricorre alla residenza come rentista. E' vero?

​«Consiglierei trasferimento sia ai pensionati che abbiano un assegno di almeno 1.500 dollari al mese - averne duemila sarebbe meglio - sia ovviamente agli investitori. Il Paese è politicamente stabile, è in crescita economica, offre un alto grado d'istruzione e un buon sistema sanitario. Per la residenza come rentista occorre dimostrare di avere una rendita di 2.500 dollari il mese. Se non si può dimostrare, occorre depositare in una banca locale 60mila dollari, e prelevarne 2.500 ogni mese, per due anni».

E per quanto riguarda la questione location? Consiglierebbe la capitale San José, la zona costiera caraibica, o quella dell'oceano Pacifico?

​«Questa è una scelta soggettiva che dipende da numerosi fattori. Io, dopo aver viaggiato a lungo nel Paese, ho scelto la bellissima e selvaggia zona caraibica; ma molti preferiscono le più americanizzate località del Pacifico centrale. Occorre viaggiare nell'intero territorio, conoscerlo, comprenderlo e scegliere in base alle proprie preferenze. Soprattutto perché, da un luogo all'altro, ci sono differenze enormi sul piano climatico, ambientale, sociale, economico e culturale». ​

La sua attività principale in loco si basa essenzialmente sull'affitto di case a stranieri? Ce la può descrivere?

​«Io sono pensionato, ma con mia moglie Anna affittiamo ai turisti alcune belle case di legno, sul Mar dei Caraibi: proprio a due passi dalla enc​antadora località di Puerto viejo de Talamanca. Il nostro complesso turistico Jardin de playa negra è da qualche tempo divenuto anche un luogo di accoglienza e orientamento, per molti italiani che vorrebbero trasferirsi in Costarica. Parliamo con loro, e cerchiamo di fornire buone informazioni, perché possano compiere scelte consapevoli. Nel nostro sito www.casavacanzeincostarica.com è possibile vedere i dettagli delle case, e della località. Gestiamo inoltre il blog www.italiacostarica.com , che da anni è un fondamentale punto di riferimento per i connazionali interessati a questo grande cambiamento di vita».

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