Americanos43

30 Luglio Lug 2016 0325 30 luglio 2016

Messico - Usa, e dopo il muro di Trump?

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Il candidato repubblicano alla Presidenza degli Stati uniti, Donald Trump, è in testa ai sondaggi per tre punti, sulla rappresentante democratica, Hillary Clinton. Lo attesta una rilevazione Cnn/Orc, pubblicata qualche giorno fa. Sì, c'è stato l'effetto propulsore della Convention di Cleveland, e c'è da aspettarsi un capovolgimento di fronte, nei rilievi statistici successivi alla convention dem di Filadelfia.

E tuttavia il vento anti casta che proviene dell'«America profonda», ci terrà di certo incollati all'Evento, sino alla proclamazione del vincitore. Il Grand old party, il Gop, pare essersi riunito attorno allo slogan «build the wall», 'costruisci il muro'. Quali saranno gli effetti di una «gran valla fronteriza», che giungesse a separare Stati uniti e Messico, lungo i tremila chilometri di frontiera?

Quali conseguenze avrebbe l'erezione di una barriera che - secondo Trump - dovrebbe porre un freno all'immigrazione illegale e al narcotraffico, provenienti dal Paese confinante? Secondo l'esponente Gop, i migranti illegali dalla frontiera sud - fruendo dei servizi sanitari, educativi, previdenziali, oltre che dei piani di edilizia popolare - peserebbero in modo insostenibile sulle casse governative. E oltretutto, sostiene il magnate newyorkese, gli immigrati illegali sarebbero responsabili della gran parte dei reati più gravi, come traffico di droga, omicidio e violenza sessuale. Trump pretende inoltre che sia la Nazione latina a pagare la costruzione del muro, giudicando che - specie con le delocalizzazioni a sud del Rio grande - essa si sia approfittata in modo sproporzionato del Trattato di libero scambio.

E se il Governo ispanoamericano non contribuisse direttamente, il repubblicano prevede forme di finanziamento alternative: la confisca delle rimesse - provenienti da lavoro nero - l'aumento dei prezzi per visti e tariffe doganali, fino al taglio degli aiuti allo sviluppo. Tra le conseguenze più dirompenti del muro, la crescita dei rischi per i migranti, che ogni giorno cercano di entrare negli Usa. L'infrastruttura immaginata non rappresenterebbe qualcosa di radicalmente nuovo: sin dal 1994 Washington ha iniziato a costruire barriere di frontiera, che oggi raggiungono una lunghezza di 1.100 chilometri. Tuttavia proprio questi steccati dimostrano che gli aspiranti immigrati cercano passaggi più nascosti e meno controllati: risultato finale, il doppio dei morti.

Poi vanno considerate le condizioni proibitive del Deserto di Sonora, e la pericolosità dell'attraversamento del Río Bravo, fiume molto impetuoso. Insomma, da quando sono state poste le ultime barriere, si sono contati oltre ottomila corpi, da aggiungersi a quelli mai recuperati. Molti esperti aggiungono che simili strutture sarebbero inefficaci contro il narcotraffico. I trafficanti di droga hanno, infatti, trovato mille sistemi per superare l'attuale muro di frontiera: a scale, tunnel, cannoni e catapulte, si sono aggiunti adesso anche i droni. Al contrario si ostacolerebbe quella coordinazione intergovernativa, che è il solo rimedio per contrastare il fenomeno. Si segnala quindi il danno ambientale, non solo di tipo idrogeologico, ma anche come minaccia alle specie animali.

I pregiudizi maggiori sarebbero però quelli economici: si altererebbe la convivenza lungo una frontiera ove ogni giorno passano legalmente un milione di persone, 300mila auto e 15mila camion, e in cui soprattutto si origina un intercambio commerciale di un miliardo di dollari il giorno.

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