Americanos43

23 Settembre Set 2016 2323 23 settembre 2016

Cile, verso la svolta a destra?

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Il Cile attende con ansia le Elezioni presidenziali del 19 novembre 2017, che determineranno il successore della socialista - insediatasi nel marzo 2014 - Michelle Bachelet. Il cui indice di popolarità, negli ultimi mesi, è crollato tra scandali di varia natura, e sembra che adesso si collochi al quindici per cento. Secondo i sondaggi, per il Paese sudamericano si prospetta una svolta a destra, che sarebbe sancita dal successivo ballottaggio del 17 dicembre.

Il nuovo capo dello stato s'insedierà nel marzo 2018, per un mandato della durata di un quadriennio.

La politica in Cile? Sempre i soliti

Ciò che più sorprende - in questa sorta di campagna elettorale anticipata - è l'assoluta assenza di rinnovamento. I protagonisti della politica cilena sono gli stessi da decenni, addirittura dal ritorno alla democrazia del 1990. Forse solo la generazione dei cosiddetti dirigenti studenteschi - che nel 2011 mobilitarono le piazze in nome di un nuovo modo di far politica - pare rappresentare un argine ai dinosauri di sempre. Sono però tutti under 30. Del resto - in base agli ultimi sondaggi di cui disponiamo - due dei tre contendenti più accreditati, sono ex presidenti della Repubblica.

Che cosa dicono i sondaggi: torna il magnate liberale Piñera

Così l'ex capo di stato, Sebastián Piñera - se si votasse oggi - otterrebbe il 21% dei consensi, superando Alejandro Guillier e Ricardo Lagos del centrosinistra. Questi lo seguirebbero a distanza - conquistando rispettivamente il 9 e il 6% dell'elettorato - tra una marea di indecisi, astenuti, voti bianchi e nulli. Insomma il magnate di tendenza conservatrice Piñera - già leader della Nazione ispanoamericana tra il 2010 e il 2014 - pare proprio in pole position, nei confronti degli avversari dell'alleanza politica Nueva mayoría: le proiezioni su un eventuale secondo turno, lo pongono in testa sia rispetto a Guillier (per 41 a 34), sia su Lagos. Il quale ha già occupato il massimo scranno del Paese latinoamericano, tra il 2000 e il 2006.

E in quest'ultimo caso la sconfitta delle sinistre al ballottaggio sarebbe ancor più netta: 42 a 24. Si badi bene, per il Cile il riferimento ai sondaggi è essenziale: come noto agli addetti ai lavori, i partiti - o le alleanze politiche - si basano fondamentalmente su questo strumento, per designare i candidati alle Primarie. Che dovrebbero celebrarsi - non sono comunque obbligatorie - nel luglio del 2017.

Alejandro Guillier, ultimo argine all'avanzata delle destre nel Subcontinente?

E' interessante osservare come proprio questo generalizzato clima di sfiducia verso la politica istituzionale, stia favorendo il giornalista televisivo Guillier: forse l'ultimo argine di cui dispone la sinistra latinoamericana, per frenare una svolta a destra di dimensioni continentali. Infatti, giova ricordare che addirittura il 57% dei cileni - come riporta una recente ricerca - non si sente rappresentato da nessuna forza politica. Ebbene il senatore è sì considerato vicino al Partido radical socialdemócrata (Prsd) - che in Cile tutti conoscono come Partido radical (Pr) - ma è al contempo indipendente; e nonostante non sia più un ragazzino - ha compiuto a marzo 63 anni - è considerato un volto nuovo, un rinnovatore, perché non proviene dal melmoso mondo della politica.

Insomma costui ha saputo ben approfittare della notorietà mediatica conquistata nello scorso passaggio di secolo, quando l'audience dei programmi televisivi - a differenza di quanto accade adesso - aveva numeri giganteschi.

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