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19 Febbraio Feb 2017 2335 19 febbraio 2017

Cuba, le cinque regole per espatriare negli Usa

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Negli ultimi mesi, sulla rotta Washington - L'Avana sono intervenute due novità di portata storica. Ci riferiamo all'elezione di Donald Trump, e all'eliminazione della politica «pies secos, pies mojados», (decisa dall'Amministrazione Obama).

Il risultato è grande incertezza in primis a Cuba, specie in quella parte di società che puntava all'espatrio negli Stati uniti; ma anche nella comunità cubana presente negli Usa, che ha manifestato timori circa la possibilità di tornare in patria a far visita alla famiglia.

Rapporto migratorio

Dopo gli accordi migratori del 12 gennaio, 426 cubani sono stati fermati dalle Autorità Usa, accusati di tentar di entrare - in modo irregolare - nel territorio nazionale. Di questi arresti, 279 sono intervenuti presso il punto di frontiera di Laredo in Texas, e 11 nell'aeroporto di Miami. 14 balsero sono stati nel frattempo fermati dal Servizio guardacoste: saranno rimpatriati a Cuba, se non riusciranno a dimostrare i presupposti per l'asilo.

Migranti in detenzione

Nelle ore in cui si scrive - la fonte è l'Ice (United states - Immigration and customs enforcement) - sono 172 i migranti cubani reclusi negli specifici centri di detenzione. Attendono che il giudice dell'immigrazione decida per l'accoglimento della richiesta d'asilo, o per il rimpatrio.

Le regole sulla rotta Cuba - Usa

I cubani - oltre alla via dell'asilo politico - continuano ad aver la possibilità di ricorrere alla tuttora vigente Ley de Ajuste cubano, che apre la via alla green card; sempreché - va ricordato - siano entrati legalmente, e abbiano soggiornato almeno un anno negli Usa. Comunque la situazione politico-normativa è mutata, non si può più sbagliare; e così sul web circolano manuali - compilati da esperti - con le dritte da seguire. Ecco le principali.

1. Con il visto, poche chiacchiere

Chi giunge con un visto (per visita familiare, per un'attività culturale o professionale), non chieda asilo politico, né richieda di avvalersi della Ley de Ajuste cubano. Durante il probabile interrogatorio dell'agente di frontiera, ogni dichiarazione sulla volontà di trasferirsi o rifugiarsi negli Usa, potrebbe complicare le cose; e provocare un provvedimento di respingimento. Ci si attenga alle ragioni del visto.

2. Mai parlare di lavoro

Se l'ufficiale di frontiera chiede come ci si manterrà durante il soggiorno - o che attività furono svolte nei viaggi anteriori - non si deve mai accennare a occupazioni lavorative (o analoghe, ad esempio l'aiuto di un parente anziano). Salvo che, è ovvio, queste non siano previste dal visto.

3. Col visto, non accennare a persecuzioni politiche

Se in possesso di un visto di entrata, non si deve accennare a timori di rientrare a Cuba. Ciò porrebbe nella situazione di un richiedente asilo, e - al di fuori di casi eccezionali - si sarebbe reclusi. Eventuali richieste di asilo potranno essere rimandate a una fase successiva, quando ci si trovi già in territorio Usa.

4. Usare il passaporto europeo

Se in possesso di un passaporto di un Paese per il quale non è richiesto il visto di entrata (Visa waiver program), non si sostituisca quello col cubano, per appellarsi da subito al Cuban adjustment act (Caa). Sarebbe inutile, e anzi si rischia l'espulsione. Alla Ley de Ajuste cubano si potrà pur sempre ricorrere in seguito.

5. Problemi nel caso di precedenti o carichi pendenti

Il cubano in possesso della Permanent resident card potrà senz'altro tornare a Cuba. Problemi possono sorgere solo per chi abbia precedenti penali, o processi in corso.

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