Americanos43

26 Febbraio Feb 2017 2323 26 febbraio 2017

L'America latina nell'era Trump

  • ...

Sta per uscire, sarà questione di qualche giorno, il libro dal titolo "L'America latina nell'era Trump - Il Subcontinente nell'età dei populismi". Qui il sottoscritto cerca di descrivere la situazione politica del Latino America, alle soglie di un'epoca che - volenti o nolenti - sarà contrassegnata dalla Presidenza di Donald Trump, negli Stati uniti. Andiamo per ordine, e intanto riportiamo anche in questa sede la presentazione, che poi appare nella stessa quarta di copertina.

«Gli osservatori ne sono convinti: il Latino America», si legge sul retro della pubblicazione che invitiamo ad acquistare, «sta vivendo la fine di un ciclo economico, e sta per affrontare uno stravolgimento politico di dimensioni apocalittiche. In questo quadro, il ricambio delle classi dirigenti - prevalentemente collocate a sinistra - sarebbe imposto dai conflitti sociali, sempre meno gestibili - e diremmo governabili - dalle Autorità. Da anni le notizie che giungono dalla Regione non sono per nulla positive: dopo il "decennio d'oro" - che gli analisti inquadrano tra la fine del 2002 e l'inizio del 2013 - il magico vento in poppa avrebbe smesso di soffiare. E accanto all'incertezza economica - i livelli di povertà sono stabili da mesi - cresce il malessere sociale».

Detto ciò, e scendendo nei dettagli, si tratta di presentare la situazione economica e sociale delle varie Nazioni dell'Area, in un periodo storico contrassegnato da una rincorsa verso ideologie di marca populista e nazionalista. Una rincorsa, si badi bene, che non lascia per nulla immuni gli stessi Paesi latinoamericani, nonostante che da formule economiche all'insegna del protezionismo abbiano ben poco da guadagnare. Insomma in quest'epoca di grandi stravolgimenti elettorali - e di liquidità nelle dinamiche del voto popolare - è bene conoscere le condizioni che vivono il Messico alle prese con le politiche commerciali di Trump, il Brasile del dopo impeachment e dell'era post lulista, o l'Argentina della svolta moderata, oppure la Colombia della pace con la guerriglia.

Si parla tanto d'imminente fine del ciclo progressista latinoamericano, ma sarà proprio così? In fondo, a legger bene i risultati elettorali più recenti, si nota che il fronte conservatore ha sinora messo a segno un unico punto decisivo: la vittoria di Mauricio Macri, alle Presidenziali argentine del 2015. Le quali senza dubbio hanno rappresentato un brutto colpo per i peronisti - almeno per la sua ala di sinistra - e per quel sistema di potere, detto kirchnerismo. Certo, resta la netta vittoria del fronte anti chavista, alle Legislative venezuelane del dicembre 2015. Tuttavia a Caracas - la Repubblica bolivariana ha una forma di governo presidenziale - la sinistra dovrebbe restare comunque in sella, almeno sino alle Elezioni del 2019.

Insomma gli interrogativi sono molti, nell'epoca contrassegnata dal magnate newyorchese. Ci si chiede quindi se il presidente messicano, Enrique Peña Nieto, continuerà - nei rapporti col potente vicino del nord - con la politica delle «braghe calate». Del resto, e non è un mistero, a gennaio è stato nominato un ministro degli Esteri, che vanta una certa prossimità - per non parlare di amicizia - col genero di Trump (Jared Kushner, il marito di Ivanka Trump). Vi saranno anche interessanti notizie su Cuba, in vista soprattutto dell'addio politico da parte del presidente Raúl Castro. E potrete leggere sfiziose interviste, concesseci dai maggiori esperti - non solo italiani - di quest'Area del globo.

Correlati