Americanos43

10 Marzo Mar 2017 1942 10 marzo 2017

Brasile sotto shock, il caso Dandara oltre la trans fobia - Video

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Il Brasile è sotto choc. Da qualche giorno ha iniziato a circolare sul web un video: un branco di sei vagabundo pesta a sangue - con bastonate, sassate e calci - la transessuale 42enne Dandara dos Santos. Si può osservare come la vittima sia obbligata salire su una carretta, e portata via. I delinquenti l'hanno condotta in altro luogo, e lì ultimata con due colpi di pistola.

I tragici fatti sono avvenuti lo scorso 15 febbraio ma - appunto - hanno avuto eco solo dopo la pubblicazione delle immagini sulle Reti sociali. Il video, secondo gli inquirenti, sarebbe stato realizzato da un noto trafficante della zona, anch'esso implicato nel massacro. Nei giorni scorsi si è avuta notizia della cattura di cinque, dei sei delinquenti: tra loro, tre minorenni, di cui vorremmo pubblicare le generalità, prescindendo gioiosamente da ogni prescrizione deontologica. Proseguiamo e veniamo all'ubicazione.

Il crimine ha avuto luogo nel bairro di Bom jardim (facilmente raggiungibile dalla stazione degli autobus di Siqueira) di Fortaleza: la capitale dello Stato del Ceará. Ho frequentato Bom jardin una decina di anni fa, «era l'anno dei mondiali quelli del» 2006, sì era proprio nel periodo della vittoriosa Coppa del mondo in Germania. Non si tratta tecnicamente di una favela - semmai contiene aree definibili come tali - ma è appunto un quartiere noto per il degrado e la povertà, il narcotraffico e soprattutto la violenza. Insomma la tragica vicenda ha messo in luce, in primo luogo, le criticità dell'ordine pubblico nella megalopoli del Nordeste. Che - a leggere le ultime statistiche - non è soltanto la città più pericolosa del Paese verde-oro, ma è anche il dodicesimo centro urbano più violento della Terra.

Le Istituzioni - in seguito alla diffusione virale del video - si sono mobilitate in modo compatto: sindaco, governatore, e personalità varie si sono espresse, condannando l'abominio. Il reato è stato definito come un crimine di omofobia e di odio contro una minoranza, in particolare quella dei transessuali. In verità - e ci riferiamo al caso concreto - l'indice di ripugnanza che provoca siffatta violenza è tale, che il crimine non può essere semplicemente etichettato come un episodio di trans fobia tout court, di discriminazione in ragione dell'orientamento sessuale. Semmai si potrebbe puntare il dito sulla povertà estrema in cui lì sopravvivono migliaia di persone, sull'incapacità - da parte delle Istituzioni - di porre rimedio alle più evidenti diseguaglianze sociali.

Sull'ignoranza, su quell'abbrutimento morale che ha lasciato morire la vittima nell'indifferenza. Torniamo però alla vicenda criminale, con qualche chiarimento su Dandara (il nome che riporta la stampa locale): costei viveva nel limitrofo bairro Conjunto Ceará, un altro esempio di periferia impoverita e violenta. Lì era benvoluta dai vicini, i primi a far pressioni sulle Autorità, perché fosse fatta piena luce sul brutale crimine. Da parte sua la Polizia - per bocca del delegado Bruno Ronchi, della Polícia civil cearense - ha tenuto a specificare che le indagini sono cominciate prontamente, e non in seguito alla pubblicazione del video (decisivo comunque per l'identificazione dei responsabili).

E semmai i tempi si sarebbero allungati per non compromettere le indagini. Pubblichiamo a seguire l'indirizzo del filmato, per dare il giusto risalto a una vergogna che - ai brasiliani tutti - richiederà tanto tempo e sacrificio, per essere emendata: https://www.youtube.com/watch?v=g13Zz_Fzt6c .

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