Americanos43

30 Aprile Apr 2017 2042 30 aprile 2017

Venezuela, i cinque scenari

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Del Venezuela e la sua crisi abbiamo parlato forse poco: la stampa mainstream pare già abbastanza impegnata su questo fronte, mentre certuni aspetti di ordine istituzionale, li abbiamo chiariti tempo fa. Ci interessa quindi, in questa sede, affrontare solo il pronostico sugli sviluppi futuri. Su cui graverà anche la decisione del Governo Maduro, di ritirarsi dall'Organizzazione degli Stati americani (Osa).

Secondo alcuni, un modo di anticipare una probabile espulsione dall'organismo, secondo altri un errore, poiché l'Esecutivo chavista poteva ivi contare con svariati alleati: in primis Bolivia, Ecuador e Nicaragua, ma anche Haiti e Suriname. Mentre gli stessi El Salvador e Repubblica dominicana hanno dimostrato - astenendosi nella delibera che ha mandato su tutte le furie Caracas - che non erano pregiudizialmente contrari alle argomentazioni venezuelane.

1 - Il confronto si aggrava: guerra civile

Secondo alcuni osservatori il conflitto potrebbe aggravarsi. Da un lato il Governo potrebbe inasprire repressione e autoritarismo - ricorrendo anche alle milizie paramilitari - e finire per rinvigorire i gruppi più radicali dell'opposizione; che sono armati, organizzati e finanziati dall'Estero. Insomma, secondo questo scenario, la deriva potrebbe essere quella di una guerriglia urbana endemica, di una guerra civile.

2 - Cronicizzazione del diffuso conflitto sociale

Secondo altri esperti, la situazione rimarrà in sostanza quella di adesso. Permarrà in buona sostanza un diffuso conflitto - latente e sottotraccia - che tuttavia non degenererà in guerra civile. Si assisterà a un lento scorrere dei mesi, cadenzato da periodiche manifestazioni, organizzate da parte di ambedue gli schieramenti. Risultato: frequenti scontri di piazza, con decessi limitati a poche unità, e una violenza politica che entra a far parte della normalità.

3 - Ristabilimento del dialogo

Questo esito della crisi ci pare invero improbabile, considerati la polarizzazione e l'odio sociale attecchito in buona parte della società. Di là dei mediatori, è chiaro che la soluzione debba in primis passare per la liberazione di tutti quelli che l'opposizione moderata definisce come prigionieri politici, per il rinnovo degli organi giudiziari e di controllo elettorale, e per un passo indietro del Governo rispetto alle prerogative dell'Assemblea nazionale. Tuttavia non vi è certezza che queste misure soddisfino i settori più estremisti dell'opposizione conservatrice, che spesso hanno giudicato i tentativi di dialogo una semplice perdita di tempo, a tutto vantaggio del chavismo.

4 - Colpo di stato dell'Esercito

Un'ipotesi formulata da alcuni osservatori vede l'intervento dei militari: al fine di evitare un possibile degenerare della violenza, le Forze armate assumerebbero il potere, per poi concedere certi spazi di manovra a entrambi i fronti contrapposti. Si tratta invero di un esito improbabile, per via del patto civico - militare, preordinato da Nicolás Maduro; (con tanto di assegnazione ai militari d'importanti cariche ministeriali).

5 - Il Governo cede: via alle Presidenziali anticipate

Infine vi è la soluzione che si auspicano le forze politiche della Mesa de la unidad democrática (Mud), l'alleanza di centro-destra. Si tratta del voto anticipato in questo stesso anno, a fronte di una scadenza naturale dell'Amministrazione Maduro fissata per l'aprile 2019. Una volontà che è stata affermata, sia in seno al Parlamento, sia da parte di Henrique Capiles, governatore dello Stato di Miranda.

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