Americanos43

5 Maggio Mag 2017 0441 05 maggio 2017

Venezuela, centro-destra di fronte a tre opción

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In Venezuela - come noto - lunedì primo maggio il presidente Nicolás Maduro ha annunziato l'istituzione di un'Assemblea nazionale costituente, con l'incarico di redigere e approvare una nuova Costituzione. Che appunto dovrebbe sostituire quella del 1999, approvata in seguita all'elezione del defunto presidente Hugo Chávez. Di fronte a questa mossa, l'opposizione moderata - maggioritaria nell'Assemblea nazionale, che incarna il potere legislativo - si è trovata piuttosto spiazzata e sorpresa.

Nell'immediato - per il vero, non senza ragioni, considerati i criteri dell'istituendo organo - ha chiamato sia al boicottaggio dell'iniziativa chavista, sia al proseguimento delle proteste di piazza.

E tuttavia, col passare delle ore, sono sorti internamente dei dubbi su questa strategia; specie in considerazione dei risultati di alcuni sondaggi, che poi non fanno che confermare quanto era già conosciuto agli addetti ai lavori. Nel Paese sudamericano, nonostante la crisi economica e istituzionale, solo il 35% circa degli elettori si riconosce apertamente nella proposta delle forze politiche moderate. Si legge quindi che il 20% circa della popolazione s'identifica in toto con le politiche del Governo bolivariano, a fronte di un restante 80% desideroso di cambiamento. Conclusione: le formazioni conservatrici riescono appunto a intercettare solo una parte di questo enorme disagio.

Da qui sorge il dilemma del centro-destra, di fronte a tre possibili strade da seguire. Prima di descrivere ognuna di esse, va rimarcato che le più recenti manifestazioni di piazza - successive al tentativo di esautorare il Congresso, e fatali per ventinove persone - hanno inquietato in modo particolare l'Esecutivo di Caracas. Sì perché, per la prima volta, si è riscontrata anche la partecipazione di settori popolari: quelli che - supponevano erroneamente nel Palazzo di Miraflores - avrebbero invece dovuto sostenere la Rivoluzione.

1. Continuare la protesta, disconoscendo la Costituente

La prima possibilità, in ordine di tempo, che le opposizioni hanno contemplato, consiste nel fare pressioni sempre più forti sull'Amministrazione Maduro: sia con l'ostruzionismo parlamentare, sia con pubbliche contestazioni. Sul presupposto di una radicale illegittimità della Costituente, si continuerebbe a puntare sui fatidici cinque punti: elezioni generali, liberazione dei presunti prigionieri politici, un canale umanitario per importare medicine e generi alimentari, consentire al Parlamento di eseguire le nomine pubbliche, e disarmare i gruppi paramilitari filogovernativi.

2. Stare al gioco, ma lottare per una Costituente «universale»

Vi è poi chi propende per accettare la proposta di Maduro, ma a condizione che la Costituente sia eletta con voto segreto, universale e diretto. Invece il Governo ha annunziato - seppur non ufficialmente - un organo essenzialmente nominato da organizzazioni governative: insomma i consigli comunitari e le varie corporazioni settoriali (come pensionati, giovani, indio), vicine al chavismo.

3. Accettare la Costituente di Maduro, cercando di conquistarla

Altri mirano invece ad accettare in toto la sfida proposta da Maduro: si punterebbe al controllo della nuova Costituente, cercando di ottenere un'alleanza con i settori del cosiddetto chavismo dissidente. Costoro osservano come - negli ultimi due anni - sia in forte crescita la categoria dei cittadini tradizionalmente progressisti, e tuttavia delusi dalla gestione Maduro, oltre che fiaccati dalla crisi economica.

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