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23 Luglio Lug 2017 2013 23 luglio 2017

Trump e l'America latina, sei mesi dopo

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A sei mesi dall'inizio del mandato di Donald Trump, è d'obbligo un'indagine sui rapporti tra Washington e le varie nazioni dell'America latina.

Brasile

Iniziamo dalla relazione col presidente Michel Temer. Il 18 marzo il Magnate newyorchese telefonò all'Inquilino del Planalto per affrontare il problema della crisi venezuelana; mentre sono datati a luglio, sia il tweet elogiante la politica economica di Brasilia, sia la stretta di mano tra i due, in occasione del G20 di Amburgo.

Cile

Le cronache del 19 marzo riferiscono circa una telefonata del presidente statunitense, all'omologa cilena Michelle Bachelet. L'argomento? La crisi venezuelana.

Argentina

Il capo dello stato argentino Mauricio Macri conosce Trump sin dagli Anni ottanta, quando col padre faceva affari a New York. E' stato tra i presidenti più solleciti a congratularsi della vittoria del novembre 2016: si sussurra - tra varie smentite - che nell'occasione il nordamericano abbia chiesto al collega un aiuto, per sbloccare un proprio progetto in quel di Buenos Aires. In ogni caso le cronache riportano un paio di telefonate, sul ruolo dell'Argentina nell'Area, e sul Venezuela. Il rapporto è sboccato nell'incontro tra i due alla Casa Bianca, alla fine di aprile.

Colombia

Il presidente colombiano e Premio Nobel della Pace (in carica), Juan Manuel Santos, il 18 maggio è stato ricevuto a Washington da Trump. Un incontro preceduto da un paio di telefonate. La prima, a metà febbraio, centrata sul processo di pace; tuttavia a oggi non è dato sapere se l'Amministrazione repubblicana abbia riconfermato l'impegno economico del precedente Governo. Con la seconda telefonata (primi di aprile) la Casa Bianca ha espresso le condoglianze, per le morti causate da frane e smottamenti. Le cronache riportano poi di un incontro con gli ex presidenti, Álvaro Uribe e Andrés Pastrana.

Cuba

Cuba ha accolto con serena rassegnazione il discorso di Trump, pronunciato il 16 giugno a Miami. Come ha riportato la stampa del mondo intero, Washington ha annunciato un passo indietro, circa la politica del disgelo promossa dall'ex presidente Barack Obama. Un arretramento, che riguarda sia i viaggi dei cittadini Usa, sia le relazioni commerciali. Non sono state tuttavia interrotte le relazioni diplomatiche, né sono state prese misure di alcun tipo sui voli commerciali. E i cittadini nordamericani potranno continuare a fare acquisti nell'Isola.

Messico

Dopo le schermaglie della campagna elettorale e dei primi giorni del mandato, la costruzione del polemico muro tra Messico e Stati uniti non è ancora iniziata: Trump attende tuttora che il Congresso stanzi i fondi necessari, comunque alle Autorità di frontiera sono stati assegnati maggiori poteri. Il Magnate e il presidente messicano Enrique Peña Nieto si sono incontrati a latere del recente G20 di Amburgo; ma pare che lo scambio di vedute non abbia prodotto risultati concreti.

Panama

A giugno Trump ha ospitato a Washington il leader di Panama Juan Carlos Varela, e l'incontro ha trattato d'immigrazione illegale e criminalità.

Perù

Il presidente del Perù, Pedro Pablo Kuczynski, ha cercato di mantenere un buon rapporto con Trump: a oggi si contato un paio di telefonate (una dedicata al Venezuela), che si sommano alla visita del peruviano a Washington, nello scorso febbraio.

Venezuela

La situazione è delicata e in continua evoluzione: specie dopo la minaccia della Casa Bianca d'imporre sanzioni al Paese caraibico, se sarà portato avanti il proposito di creare un'Assemblea costituente.

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