Americanos43

3 Agosto Ago 2017 2124 03 agosto 2017

L'Avana '17, novità su voli e hotel

  • ...

Negli ultimi mesi la stampa internazionale ha parlato di Cuba soprattutto con riferimento agli annunci del presidente statunitense Donald Trump, e allo stop alla politica del disgelo promossa dal predecessore. Sinora però il cambio di rotta di Washington si è fatto sentire più che altro sul fronte del traffico aereo: alcune compagnie hanno cessato di operare con l'Isola, puntando il dito contro la nuova linea politica degli Stati uniti.

I ben informati spiegano tuttavia che si è trattato per lo più di un problema di load factor, il fatidico coefficiente di riempimento dei posti. Insomma - non essendo completamente liberalizzato il turismo Usa verso Cuba - i voli dei vettori minori diretti su mete diverse dall'Avana, erano spesso quasi vuoti.

Così alcuni errori di pianificazione hanno portato Spirit, Frontier e Silver airways ad abbandonare la Maggiore delle Antille; mentre anche i colossi American airlines, Jetblue e Southwest hanno pensato bene di ridurre i voli verso l'Isla, concentrandosi sulla Capitale. In questo scenario, il magnate newyorchese ha rappresentato essenzialmente un pretesto. Trump è stato invero chiamato in causa anche per ritardi sul fronte alberghiero: grandi catene di hotel avrebbero indugiato - nella programmata espansione sull'Isola - proprio in seguito all'elezione del repubblicano. E' il caso del gruppo Usa Marriott, che attraverso la controllata Starwood avrebbe dovuto inaugurare - alla fine di novembre 2016 - un rinnovato e riformato Hotel Inglaterra.

Pare invece che la re-inaugurazione dello storico albergo avanero - sotto le insegne Starwood - sia stata rimandata al 1° dicembre 2017. La stessa Marriott - ma si mormora anche la compagnia Hyatt, sempre statunitense - punterebbe poi su un'altra perla del Parque central avanero: il fascinoso ma trascurato Hotel Plaza. Un interesse per L'Avana vecchia, cui ha dato impulso l'inaugurazione - il 7 giugno - del Gran Hotel Manzana Kempinski La Habana, nell'antico edificio della Manzana de Gómez. I media mainstream hanno già abbondantemente parlato dei prezzi stratosferici, nei negozi del suo centro commerciale; aggiungiamo solo che - a differenza di analoghi complessi - è precluso l'uso della piscina a chi non soggiorna nella struttura.

Un certo entusiasmo - di cui siamo stati testimoni - ha invece coinvolto il personale del seducente Hotel Deauville, nel Malecón avanero. Sì, perché la nota catena alberghiera britannica St Giles Hotels ha stretto un importante accordo con le Autorità locali, che la incorona prima compagnia del Regno Unito a gestire un hotel in Cuba. In sostanza - dai primi mesi del 2019, e in associazione col gruppo locale Gran Caribe - i britannici amministreranno l'Hotel Deauville, che sarà nel frattempo re-inaugurato come El Deauville - A St Giles signature hotel. Insomma anche gli angloamericani desiderano una fetta di quella torta, su cui sinora si sono abbuffati in primis gli spagnoli: ricordiamo - come esempio - che da gennaio 2017 è il gruppo Iberostar a gestire il famoso Hotel Riviera.

Intanto in città proseguono spediti i lavori di ristrutturazione degli Hotel Regis (accanto al Teatro Fausto), Packard e Prado y Malecón - tutti sul leggiadro Paseo de Martí - oltre che del Gran Hotel (ex Hotel Roma), sul viale Brasil (conosciuto come Teniente Rey), in Habana vieja. A rallegrare è però soprattutto la ripresa del restauro dell'Hotel Palacio Cueto - bell'esempio di art nouveau - che si affaccia su Plaza Vieja, tra le vie Muralla e Inquisidor.

Correlati