Americanos43

11 Settembre Set 2017 1855 11 settembre 2017

Festivaletteratura Mantova, Buenos Aires protagonista

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A Mantova è terminata - ieri 10 settembre - la ventunesima edizione, quella targata 2017, del Festivaletteratura. Come ha riportato - e con dovizia di particolari - la stampa locale, si è assistito a un lieve calo di biglietti venduti, rispetto all'appuntamento del ventennale, celebratosi lo scorso anno. Ampie tuttavia le attenuanti, che vanno dalla riduzione del numero degli eventi, alla volontà di coinvolgere l'intera città, anche attraverso manifestazioni lontane dal centro storico.

E ne siamo stati testimoni, osservando la fila di appassionati di fronte a Palazzo San Sebastiano, a due passi dal celebre Parco del Te. Erano tutti lì per ascoltare il dialogo tra Paolo Cognetti e Folco Terzani, il figlio del giornalista Tiziano («I monti sono maestri muti», era il titolo della manifestazione).

E poi, come detto, per l'edizione del ventennale la grancassa mediatica aveva rimbombato con più forza. Va aggiunto che l'appuntamento letterario mantovano può esser letto e interpretato solo avendo bene in mente il suo carattere "democratico": si punta insomma - anche a costo di essere accusati di snobismo - a preferire la vocazione internazionale, e l'universo delle piccole e medie editrici. Con buona pace dei cosiddetti grandi ospiti, che attraverso la loro popolarità potrebbero attirare più sponsor e quindi più finanziamenti. E comunque non sono mancati eventi di massa, come ad esempio quello dal titolo "La fine dei tabù": unico relatore e protagonista assoluto, lo psicanalista (adesso di moda) Massimo Recalcati.

Ebbene, la centralissima Piazza Sordello - e non solo Tenda Sordello - era stracolma, per ascoltare la presentazione di "I tabù del mondo": l'ultima fatica del docente e saggista, uscita proprio in questi giorni. Grande l'attenzione della platea: specie durante l'elencazione dei motivi per cui Dante Alighieri - sempre secondo l'intellettuale apprezzato da Matteo Renzi e famiglia - avrebbe sbattuto Ulisse all'Inferno. Prima di affrontare la questione latinoamericana - quella di nostra competenza - ci sia però consentito di rilevare il successo delle «librerie di scambio». Che davano al pubblico la possibilità di portarsi via un libro usato, e lasciarne in cambio uno diverso (anch'esso, va da sé, usato): si tratta dei frequentati punti di honesty bookshop, che consentono anche di prendere una pubblicazione, in cambio di un'offerta adeguata (da depositare in una cassetta lì predisposta).

Come abbiamo anticipato anche in un precedente articolo, quest'anno la città ospite dell'evento era la Capitale dell'Argentina. Presso la Tenda dei libri di Piazza Sordello vi era, infatti, lo spazio fisso «Una città in libri: Buenos Aires»; in buona sostanza - grazie al sostegno di Casa Argentina e della rappresentanza diplomatica del Paese sudamericano a Roma - una biblioteca dedicata alla megalopoli sul Rio della Plata, marcava il territorio. Qui si è anche svolto qualche salotto letterario, cui purtroppo non abbiamo assistito, con protagonisti dei professori universitari di letteratura ispanoamericana. Questa biblioteca porteña, molto ampia, era suddivisa in cinque comparti: Musica e tango, Narrativa, Poesia e teatro, Storia, Varia e Viaggi e guide.

E non mancava il cosiddetto «servizio di guide», col compito di facilitare la consultazione; ma anche occupato a evitare furti, e a spiegare che i libri lì esposti servivano alla consultazione, e non allo scambio. Prossimo appuntamento? Nella «Città dei Gonzaga», tra il 5 e il 9 settembre del 2018.

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