Americanos43

24 Settembre Set 2017 2037 24 settembre 2017

Presidenziali 2017, Cile verso svolta a destra

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In Cile è iniziata la campagna elettorale - quella ufficiale, sui media pubblici - per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica, e il rinnovo del Parlamento. In particolare, si rinnoveranno la Camera dei deputati - in toto - e il Senato: quest'organo solo parzialmente. Il voto per la scelta del nuovo capo dello stato è in programma il 19 di novembre, mentre l'eventuale secondo turno è fissato per il 17 di dicembre.

La prima cittadina Michelle Bachelet, socialista, lascerà, infatti, la carica, e il Palazzo La moneda, il prossimo 11 marzo. I sondaggi danno per favorito il magnate Sebastián Piñera - del fronte moderato - già alla guida della Nazione sudamericana, negli anni compresi tra il 2010 e il 2014.

Insomma gli elettori - forse sull'onda del vento di destra che da anni spira sull'America latina - paiono decisi a smontare un altro tassello del blocco progressista sudamericano. Sembra così prevalere l'"usato sicuro", rappresentato da un imprenditore - del ramo del trasporto aereo, ma non solo - da 2,7 miliardi di dollari (fonte, la rivista "Forbes"). Semmai le incognite riguardano la possibilità che il candidato del cartello elettorale Chile vamos possa trionfare al primo turno, e chi sia il secondo classificato. Sì, perché pare che - stando ai sondaggi delle ultime settimane - sia Beatriz Sánchez - la leader del Frente amplio (Fa) - a confermarsi nel ruolo di sfidante principale di Piñera.

Il Fa potrebbe in qualche modo definirsi - con un'espressione sgradita a qualcuno - una formazione della sinistra radicale. In ogni caso, l'obiettivo ultimo di questo cartello è il superamento del bipolarismo basato sulle due alleanze tradizionali: ossia la socialdemocratica Nueva mayoría (ruotante attorno al Partido socialista della Bachelet), e i conservatori di Chile vamos. Quest'ultima sigla è integrata da vari partiti di centrodestra, segnatamente la conservatrice Unión demócrata independiente (Udi), Renovación nacional (Rn), e il Partido regionalista independiente (Pri). La sorpresa in negativo di questa contesa politica è invece il sociologo e giornalista Alejandro Guillier, che guida la citata Nueva mayoría.

Indipendente, seppur considerato vicino al Partido radical socialdemócrata (Prsd) - formazione laica e socialdemocratica - il senatore è in ritardo rispetto alla progressista Sánchez. Pare infine senza speranza il tentativo della senatrice democristiana Carolina Goić, accreditata di pochi punti percentuali: il Partido demócrata cristiano (Pdc) ha deciso di correre da solo, anziché partecipare alle primarie con Nueva mayoría. Inutile dire che l'ex capo dello stato - il miliardario Piñera - è in testa anche nelle proiezioni di eventuali ballottaggi. Sembra dunque rivivere quel picco di popolarità, che raggiunse nell'ottobre 2010: dopo il noto e rocambolesco salvataggio dei trentatré minatori, sepolti nella miniera di San José (nel Deserto di Atacama).

Il futuro appuntamento elettorale sarà contrassegnato in primis dall'esordio della "Ley de cuotas", che punta a innalzare la rappresentanza parlamentare femminile, per ora ferma a quota 16 per cento. E poi è stata riformata - in senso più restrittivo - la normativa elettorale che riguarda i finanziamenti privati ai candidati. Il fine è evitare che non si ripetano i gravi scandali - frutto della commistione tra affari e politica - che hanno stravolto il secondo mandato di Bachelet, e di fatto impedito la riconferma dei socialisti al potere.

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