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18 Ottobre Ott 2017 0130 18 ottobre 2017

Elezioni 2018, vento di destra in Costa Rica

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Iniziamo oggi alcuni servizi di approfondimento, dedicati agli appuntamenti elettorali che si svolgeranno nei vari Paesi dell'America latina, nel corso del 2018. Costa Rica: sarà il Paese centramericano, l'oggetto del nostro primo focus; qui il prossimo 4 febbraio si celebrerà il Voto presidenziale per scegliere il successore del progressista Luis Guillermo Solís, in carica sino all'8 maggio.

Il capo dello stato, esponente della formazione di sinistra Partido acción ciudadana (Pac), non starebbe riuscendo (secondo i sondaggi) nell'obiettivo di far eleggere il proprio delfino, ossia l'ex ministro del Lavoro, Carlos Alvarado Quesada. Anzi, questi non raggiungerebbe neppure il ballottaggio del primo di aprile.

Che dovrebbe invece mettere in scena lo scontro tra il socialdemocratico Antonio Álvarez Desanti - membro della tradizionale formazione del Partido liberación nacional (Pln) - e il conservatore Juan Diego Castro, appartenente al Partido integración nacional (Pin). Quest'ultimo - giudicato da alcuni analisti populista, fautore dell'antipolitica e imitatore dell'Inquilino della Casa Bianca, Donald John Trump - è tuttavia tallonato da vicino da Rodolfo Piza Rocafort. Questi può contare sulle truppe cammellate del moderato e tradizionale Partido unidad social cristiana (Pusc): la formazione erede - più di ogni altra - del caudillismo in salsa costaricana, noto come calderonismo.

Il nome deriva da Rafael Ángel Calderón Guardia, presidente della Nazione ispanoamericana negli anni Quaranta, e considerato uno dei padri della patria. Tornando al presente, va segnalato che i sondaggi di quest'elezione riguardano esclusivamente il primo turno; tuttavia dalla loro lettura emerge che il quasi certo ballottaggio dovrebbe segnare il sorpasso del candidato di centro-destra - chiunque sia - sul favorito del primo turno, Álvarez Desanti. Il riformista tuttavia spera di essere competitivo sino alla fine, anche perché può contare sul forte appoggio della corrente nota come arismo: il potente clan politico ruotante attorno all'ex presidente - e Premio Nobel per la Pace nel 1987 - Óscar Arias Sánchez.

Andiamo però con ordine analizzando i temi che sono al centro della campagna elettorale. Non potevano mancare le unioni civili: Álvarez Desanti si è manifestato a favore di questo istituto- ma non del matrimonio vero e proprio - tra persone dello stesso sesso. Altro tema caldo, quello dell'immigrazione, che qui proviene soprattutto dal Nicaragua. Il Pln - considerati i chiari di luna - punta a un indurimento delle politiche migratorie; tuttavia è un altro candidato di destra - Otto Guevara del Movimiento libertario (Ml) - che ha scelto questo tema, come proprio cavallo di battaglia. Tanto che punta a modificare la legge sulla cittadinanza, che in Costa Rica - come del resto nella grande maggioranza delle Nazioni americane - è improntata al principio dello ius soli.

Comunque il personaggio che più fa discutere la stampa locale è Castro del Pin. L'ex ministro della Pubblica sicurezza dell'Amministrazione Figueres Olsen (negli anni Novanta) - riformista e targata Pln - si è imposto essenzialmente attraverso una martellante e irriverente presenza sulle reti sociali. I suoi video teatrali, comici, retorici e contrassegnati dai suoi buffi travestimenti - indirizzati soprattutto contro il Governo progressista, e i vertici del Pln da cui è uscito - gli hanno attribuito grande notorietà. E gli indici di gradimento lo collocano al primo posto.

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