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22 Ottobre Ott 2017 2049 22 ottobre 2017

Elezioni 2018, in Paraguay si volta pagina?

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22 aprile 2018: si celebrano in Paraguay le settime Elezioni presidenziali, dalla restaurazione democratica del 1989. Anno in cui - come noto - cessò la dittatura di Alfredo Stroessner, dopo ben 35 anni. L'impressione - anche se mancano un paio di mesi alle Primarie degli schieramenti in campo - è che l'elettorato voglia cambiare pagina, dopo l'era del capo di stato uscente, Horacio Cartes.

I media progressisti - va da sé - dicono peste e corna dell'attuale Amministrazione conservatrice, targata Partido colorado. Si rimarca come il 9,9% della popolazione si trovi in condizioni di miseria - o povertà estrema - cui si deve aggiungere il 22,2 sotto la soglia di povertà.

Tuttavia lo scontento nei confronti di Cartes può dedursi anche dallo scarso seguito del suo delfino: l'ex ministro dell'Economia, Santiago Peña, con un passato di funzionario del Fondo monetario internazionale (Fmi).

Che dicono i sondaggi?

Iniziamo con i sondaggi: si votasse oggi, il liberale Efraín Alegre prevarrebbe con ampio margine su Peña (21,3 contro 13,6). Quest'ultimo, nelle Primarie di partito, dovrebbe, infatti, prevalere sul candidato Mario Abdo Benítez; il quale, all'interno dell'Asociación nacional republicana - Partido colorado (Anr - pc), ricopre il ruolo del dissidente: basti pensare alla sua battaglia contro la riforma (bocciata, dopo i noti incidenti) che avrebbe permesso la rielezione di Cartes. Eppure Abdo Benítez potrebbe contrastare il riformista (che rimane favorito) Alegre, con molte più chance - sondaggi alla mano - rispetto a Peña.

Storico accordo a sinistra

Sotto il profilo giornalistico però le novità più interessanti le troviamo a sinistra, ove va segnalato l'accordo tra i riformisti del tradizionale Partido liberal radical auténtico (Plra) e altre due formazioni marcatamente progressiste: il Frente Guasú (Fg) - il movimento dell'ex presidente destituito ed ex vescovo cattolico, Fernando Lugo - e la forza politica Concertación avanza País. Un partito, quest'ultimo, da non sottovalutare: tra le sue fila troviamo il giornalista e attuale sindaco della capitale Asunción, Mario Ferreiro. Un carismatico personaggio che - se decidesse di candidarsi alla guida del Paese, ma non vuol farlo - avrebbe probabilmente (secondo i sondaggi) la strada spianata verso la Presidenza.

Secondo i piani di questa Gran alianza nacional renovada (Ganar), candidato alla carica di vicepresidente sarà Leo Rubín dell'Fg: personalità che ha a cuore i temi ambientali, e la tutela della popolazione indigena. Devono tuttavia ancora celebrarsi le Primarie di dicembre, che comunque vedono favorita la coppia Alegre - Rubín sull'altro sfidante: l'ex senatore Carlos Mateo Balmelli.

E vi fosse la rielezione?

Beninteso, «con i se non si fa mai la storia». Eppure fioccano, nel Paese sudamericano, i sondaggi su quello che sarebbe l'esito elettorale, qualora la riforma per consentire la rielezione fosse stata approvata. Sorvolando sugli incidenti di piazza di qualche mese fa - che hanno provocato l'invasione del Parlamento e la morte di un manifestante liberale - va chiarito che in questo caso Lugo trionferebbe in modo netto sul presidente uscente Cartes. Certo, vi sono rilevamenti da cui si ricava la contrarietà dei cittadini rispetto alla suddetta rielezione. In ogni caso l'elettorato pare voler riaffermare la propria contrarietà rispetto al voto d'impeachment del 2012, quando il vescovo (dimesso dallo stato clericale) fu sostituito senza complimenti dal proprio vice, Federico Franco.

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