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26 Ottobre Ott 2017 2022 26 ottobre 2017

Elezioni 2018, guida al voto in Colombia

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Elezioni presidenziali in Colombia, del 27 maggio 2018: come si stanno disponendo i potenziali candidati? Preferiamo far esordire la guida da uno sguardo ai sondaggi; anche se si attendono scossoni nei prossimi mesi, quando tutte le forze politiche si saranno schierate, dando indicazioni di voto. Soprattutto alla luce delle probabili elezioni interpartitiche di marzo: una sorta di primarie in cui i partiti alleati decideranno la personalità da far scendere nell'agone.

Sarà importante presentare un candidato competitivo, atteso che la resa dei conti sarà con buone probabilità rimandata al ballottaggio del 17 giugno. Mentre il nuovo capo dello stato - che dovrà sostituire il premio Nobel per la Pace, Juan Manuel Santos - entrerà in carica il 7 agosto.

A oggi guida i sondaggi Sergio Fajardo, ex sindaco di Medellín, ed ex governatore della Regione di Antioquia. A sostenerlo non c'è alcun partito vero e proprio, ma il movimento civico Compromiso ciudadano: una forza che taluni accusano di populismo - qualifica respinta dagli aderenti - ma invero contrassegnata più che altro da venature ecologiste e progressiste. Del resto Fajardo - proveniente dall'Alianza verde di centrosinistra - punta sia sullo slogan non «uribista ni antiuribista», sia sul suo essere un outsider rispetto politica tradizionale con le sue corruttele. Professore di matematica sempre spettinato e in jeans, senza scorta né cravatta, ripete che la priorità deve essere l'educazione.

Al secondo posto, sondaggi alla mano, troviamo l'ex vicepresidente Germán Vargas Lleras. In molti lo giudicano il più preparato per la successione di Santos, se non altro per il suo mirabile curriculum: ha rivestito anche le cariche di ministro degli Interni e della Casa, di senatore e presidente del Senato. E' sostenuto dal conservatore Partido cambio radical, formazione che comunque appoggia l'Esecutivo riformista di Santos. La sua narrazione politica attuale non è però estranea agli slogan antiestablishment, che pagano abbastanza sul piano elettorale. In ogni caso sogna l'appoggio ufficiale di uno dei poteri forti: o gli uribisti dell'ex presidente Álvaro Uribe Vélez (e l'universo di centrodestra tutto), oppure lo stesso Santos, col suo Partido social de unidad nacional (Partido de la U).

Al terzo posto si trova la senatrice dell'Alianza verde, Claudia López Hernández. Paladina anticorruzione, potrebbe essere favorita non tanto dal voto femminile, quanto dal sostegno del mondo riformista: se, infatti, trionfasse nelle Primarie, potrebbe avere l'appoggio del presidente uscente, del tradizionale Partido liberal colombiano (socialdemocratico), e - non ultimo - del progressista Polo democrático alternativo (Pda). A oggi, le Primarie dovrebbero vederla contrapposta proprio al citato Fajardo. Al quarto posto c'è Gustavo Petro, che col suo Movimiento progresistas tiene alta la bandiera della sinistra tout court. L'ex sindaco di Bogotà ha un alto indice di gradimento sia nella Capitale, sia nell'area costiera.

Se è vero che una certa narrazione politica, nella Colombia attuale, non più di moda - specie in seguito alla crisi venezuelana del chavismo - va anche detto che Petro può comunque contare su uno zoccolo duro dai numeri non trascurabili. Seguono Juan Manuel Galán e il capo delegazione dei negoziati di pace, Humberto de la Calle - su cui i liberali potrebbero puntare seriamente - e quindi l'uribista Iván Duque Márquez; che attende la consacrazione dell'universo conservatore con le Primarie di marzo.

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