Americanos43

11 Novembre Nov 2017 2039 11 novembre 2017

A Cuba destituito il direttore del "Granma", i retroscena

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L'ha divulgato una nota del Partido comunista cubano (Pcc) pochi giorni fa: la direzione di quella formazione politica ha destituito Pelayo Terry Cuervo, l'ormai ex direttore del quotidiano "Granma" (che è il più rappresentativo di Cuba, oltre che l'organo ufficiale del Comitato centrale dello stesso Pcc). Questi era assurto alla direzione del giornale nell'ottobre del 2013, dopo aver guidato, sin dal 2009, il periodico "Juventud rebelde".

Quattro anni fa aveva dunque occupato il posto di Lázaro Barredo Medina - tra gli autori del programma "La mesa redonda" - con la motivazione che si doveva «rinnovare» la testata. Il documento fa riferimento a non meglio specificati «errori commessi nel compimento delle sue responsabilità».

Beninteso, l'editore ha tutto il diritto di scegliere chi crede alla direzione di una testata, ma è inevitabile che spiegazioni tanto ermetiche diano impulso alle riflessioni più varie. Nuovo direttore - ad interim - è stato disegnato Oscar Sánchez Serra, che rivestiva il ruolo di vice. Prima di approfondire anche noi la questione delle cause della destituzione, facciamo un paio di riflessioni. La prima. Negli ultimi anni - e quindi sotto la direzione di Terry Cuervo - "Granma" era divenuto un foglio «quantomeno leggibile»: l'hanno dichiarato anche quei membri della Redazione, che hanno - va da sé - scelto l'anonimato, per criticare la decisione dei vertici. Insomma vari osservatori hanno riconosciuto la volontà di andare oltre lo schema del bollettino di propaganda, specie grazie all'interazione con i lettori: uno scambio di opinioni relativo sia alla versione digitale, sia a quella cartacea; si pensi alla pubblicazione di lettere spesso critiche verso i paradossi della burocrazia socialista.

Lo stesso "Diario las Americas", da Miami, parla di «algo que pudiera parecerse al ejercicio del periodismo». Segue la seconda riflessione: anche in quest'occasione - tra le voci più critiche verso il dirigismo del Pcc - ecco emergere la figura della vicedirettrice, Karina Marrón González. La giornalista, che guida la Redazione Interni, raggiunse discreta notorietà già nell'estate del 2016: quando la stessa affermò pubblicamente che il Paese non avrebbe sopportato un altro Maleconazo. Ebbene, Marrón González avrebbe affrontato in prima persona il vicepresidente Miguel Diaz-Canel, giudicandolo responsabile della decisione, e guidando l'onda di malcontento all'interno della Redazione: «La subdirectora, Karina Marrón, se fajó duro con Díaz-Canel discutiendo», è riportato in alcuni media non allineati, che citano fonti anonime.

Trattando delle cause della destituzione, alcuni analisti puntano il dito sul sottotitolo nella prima pagina dell'8 novembre - «Presidió Raúl Gala homenaje por el histórico hecho» - che con supposta mancanza di rispetto non contempla il cognome di Raúl Castro. Tra l'altro si fa anche notare che Raúl Gala è un apprezzato trasformista argentino. Altri ritengono invece che la defenestrazione sia stata richiesta dallo stesso Diaz-Canel: col pretesto che non era stato pubblicato sul "Granma" il discorso del vicepresidente José Ramón Machado Ventura per l'Anniversario della Rivoluzione di Ottobre, ha inteso liberarsi (specie in procinto del cambio della guardia governativo in febbraio) di una persona dall'indole libera; la quale manteneva contatti anche con giornalisti dal pensiero non ortodosso.

Infine si parla di un approccio troppo «permissivo», e poco ideologico, e di non aver appoggiato le precedenti purghe.

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